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Lo sguardo dei gatti

Gatto stanza sguardo

Dice un proverbio inglese che un gatto è in grado di sostenere lo sguardo di un Re…

Son qui che lavoro al pc e con la visione laterale intravedo Vinnie, seduto sulla sedia qui a fianco, che tenta la prima scalata quotidiana alla scrivania. Ha il vizio di passeggiarmi davanti alla faccia, tra tastiera e monitor, spesso sulla tastiera facendo danni, avanti e indrè, e prendermi per sfinimento finché non adotto la sua posa preferita: gambe distese sulla scrivania, lui che salta in braccio e si accoccola per darmi testate vigorose al mento. Il tutto per trentaseconditrenta, poi se ne va. Lo fa più volte in un giorno e non è che posso sempre dargli retta…

Allungo la mano per impedirgli di salire, senza guardarlo: sto gestendo una foto in post, scontorni vari, e non voglio dover ricominciare da capo.
Mi arriva una zampata, tiro un accidenti, sorpresa perché non ha un’indole aggressiva, lo guardo e… non è Vinnie, ma Tabata.

E’ la primissima volta, in tre mesi ormai che è a casa, che sale su quella sedia e rimane lì fissa a guardarmi. Ancora non sono riuscita a toccarla: dorme con me, sul cuscino a fianco al mio, mi corre incontro anzi, mi precede quando “sa” che sto andando in cucina a preparare la pappa, gioca, mi lascia avvicinare con la mano a due centimetri dal muso… ma appena tento di sfiorarla, parte la zampata. Senza unghie.

Non so…, abbiamo uno strano rapporto, fatto prevalentemente di sguardi. Lei ha sempre quello sguardo lì quando incrociamo gli occhi e, spesso, finisco io per abbassarli o guardare altrove. Ha un nonsoche di magnetico e molto profondo, e non riesco a “decifrarla”. Non è uno sguardo sospettoso, è pulito, limpido, fiero, consapevole: non le manca la parola, proprio non ne ha bisogno.
Mi chiedo se mai deciderà che son degna di toccarla.
Chissà.
Nel frattempo, mi godo questi attimi.

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