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	<title>Claudia Rocchini &#8211; Pet Photography</title>
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		<title>Perché scegliere una Pet Luxury Print: il valore di un ricordo tangibile nell’Era digitale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 10:26:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie feline]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viviamo in un&#8217;epoca in cui la fotografia è onnipresente grazie a smartphone e social media, ma questa sovrabbondanza di scatti digitali rischia di far perdere il senso di permanenza e significato profondo che una stampa fisica può offrire. In un mondo digitale dove le immagini scorrono veloci e si perdono facilmente tra cloud e memorie virtuali, la stampa fisica offre una concretezza che il digitale non può replicare. Io stessa ho capito l&#8217;importanza di questo aspetto dopo la perdita dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Viviamo in un&#8217;epoca in cui la fotografia è onnipresente grazie a smartphone e social media, ma questa sovrabbondanza di scatti digitali rischia di far perdere il senso di permanenza e significato profondo che una stampa fisica può offrire. In un mondo digitale dove le immagini scorrono veloci e si perdono facilmente tra cloud e memorie virtuali, la stampa fisica offre una concretezza che il digitale non può replicare. Io stessa ho capito l&#8217;importanza di questo aspetto dopo la perdita dei miei gatti, Tata e Tato, quando mi sono accorta di non avere stampe adeguate che ne rappresentassero il carattere o il legame con me. Da qui nasce la mia missione: offrire ai &#8220;genitori umani&#8221; di animali domestici un modo per immortalare i loro compagni in qualcosa di duraturo, un oggetto che arreda la casa e che, al tempo stesso, racconta una storia personale.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Negli ultimi anni si è verificato un cambiamento culturale: gli animali domestici non sono più visti solo come &#8220;proprietà&#8221;, ma come veri e propri membri della famiglia. Questo shift ha portato a un desiderio crescente di <strong>celebrare il legame con i propri pet attraverso ritratti che ne catturino l&#8217;essenza e la personalità, andando oltre la semplice estetica</strong>.<br />
<strong>Le Pet Luxury Prints rispondono a questa esigenza, trasformando le fotografie in opere di alta qualità</strong>, spesso su grande formato, con dettagli curati e uno stile distintivo &#8211; lo sfondo nero con riflessi specchianti. Queste stampe non sono solo decorazioni, ma diventano cimeli emotivi, capaci di preservare ricordi preziosi in modo tangibile.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Le Pet Luxury Prints si inseriscono inoltre in una tendenza di ritorno alla materialità: la stampa di qualità diventa un lusso, un atto di selezione e cura che eleva una fotografia dal mare di scatti usa-e-getta. Un processo non solo tecnico, ma anche emotivo e relazionale, un modo per rafforzare il valore del rapporto tra uomo e animale, rendendolo visibile e permanente.<br />
Non ti basta? </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Ecco qualche altro dettaglio su perché scegliere le Pet Luxury Prints<br />
</span></span></p>
<ol>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>Unicità e rarità<br />
</strong>Le stampe in edizione limitata sono prodotte in quantità ristrette, garantendo che ogni pezzo sia un’esclusiva. Questo le rende perfette per chi cerca qualcosa di speciale e non replicato in massa.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>Ritratti emotivi distintivi</strong>:<br />
Sono nota per il mio stile unico  distintivo: uno sfondo nero con una base riflettente per catturare l’anima degli animali e il legame con i loro umani. Questo approccio trasforma ogni stampa in un’opera carica di sentimento, ideale per chi vuole un ricordo profondo del proprio pet.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>Qualità superiore<br />
</strong>Le stampe sono realizzate con materiali di alto livello e una cura meticolosa per i dettagli, come il &#8220;TrueBlack&#8221; che esalta i contrasti e i colori del manto degli animali. Questo le rende non solo belle da vedere, ma anche durevoli nel tempo.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>Valore decorativo<br />
</strong>Le Pet Luxury Prints non sono semplici fotografie, ma veri oggetti di arredamento. Le composizioni di pannelli o i formati medio-grandi proposti si integrano perfettamente in spazi domestici e non, aggiungendo eleganza e personalità.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>Significato personale e sociale<br />
</strong>Acquistare una stampa supporta spesso iniziative benefiche, come i <strong><a href="https://www.claudiarocchini.it/fotociotola-days/">Fotociotola Days</a></strong>, che uniscono fotografia e aiuto agli animali in difficoltà. </span></span></li>
</ol>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Mostrare una stampa in edizione limitata in un ambiente domestico non è solo una scelta decorativa, ma un modo per dare vita e significato allo spazio in cui vivi. </span></span></p>
<ol>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>Espressione di identità<br />
</strong>Una stampa che ritrae il tuo pet, te stesso o la tua famiglia racconta chi sei e cosa ami. Appendendola in casa, trasformi una parete vuota in un riflesso della tua storia personale. Ad esempio, un ritratto del tuo gatto o di un momento speciale con i tuoi cari diventa un punto focale che parla di te senza bisogno di parole.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>Calore emotivo<br />
</strong>Le mie opere, con il loro stile intenso e il focus sulle emozioni, portano una sensazione di intimità e calore nell’ambiente domestico. Immagina di entrare nel salotto e vedere il volto del tuo cane o un’immagine di te con i tuoi bambini: è un promemoria quotidiano di ciò che rende la tua casa un luogo speciale.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>Elevare l’estetica<br />
</strong>Le stampe in edizione limitata non sono semplici foto, ma pezzi d’arte curati. Con la loro qualità superiore e la composizione studiata – come il contrasto del “TrueBlack” o i formati eleganti – aggiungono raffinatezza e stile al tuo arredamento.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>Conversazione e condivisione<br />
</strong>Una stampa esposta in casa attira l’attenzione di chi ti visita. Può diventare un’occasione per raccontare la storia dietro l’immagine – magari il giorno in cui è stata scattata o il motivo per cui hai scelto quel soggetto – rendendo l’ambiente più accogliente e vissuto.</span></span></li>
<li><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><strong>Senso di appartenenza<br />
</strong>Soprattutto con ritratti personalizzati di persone e pet, la stampa rafforza il legame con lo spazio domestico. È come dire: “Questa casa è nostra, e questa è la nostra vita insieme”. Nel contesto del salotto, un luogo di relax e condivisione, una stampa così diventa il cuore pulsante dell’ambiente.</span></span></li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.claudiarocchini.it/come-scegliere-le-pet-luxury-prints-perfette-per-il-tuo-ambiente/"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">SCOPRI COME SCEGLIERE LE PET LUXURY PRINTS PERFETTE PER IL TUO AMBIENTE</span></span></strong></a></p>
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		<title>Come scegliere le Pet Luxury Prints perfette per il tuo ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 09:58:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie feline]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Scegliere la stampa perfetta per la propria casa richiede attenzione a diversi aspetti: dallo stile dell’arredamento alle emozioni che si desidera evocare, fino alle caratteristiche tecniche delle opere. Ecco una guida per orientarsi nella scelta di una mia stampa che valorizzi al meglio il tuo ambiente domestico. 1. Definisci lo Spazio e l’Atmosfera Desiderata Prima di tutto, considera dove posizionerai la stampa. Ogni stanza ha una funzione e un’atmosfera distinta: un soggiorno potrebbe richiedere un’opera che attiri l’attenzione e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.claudiarocchini.it/come-scegliere-le-pet-luxury-prints-perfette-per-il-tuo-ambiente/">Come scegliere le Pet Luxury Prints perfette per il tuo ambiente</a> proviene da <a href="https://www.claudiarocchini.it">Claudia Rocchini - Pet Photography</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Scegliere la stampa perfetta per la propria casa richiede attenzione a diversi aspetti: dallo stile dell’arredamento alle emozioni che si desidera evocare, fino alle caratteristiche tecniche delle opere. Ecco una guida per orientarsi nella scelta di una mia stampa che valorizzi al meglio il tuo ambiente domestico.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><b>1. Definisci lo Spazio e l’Atmosfera Desiderata</b></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Prima di tutto, considera dove posizionerai la stampa. Ogni stanza ha una funzione e un’atmosfera distinta: un soggiorno potrebbe richiedere un’opera che attiri l’attenzione e stimoli conversazione, mentre una camera da letto potrebbe beneficiare di un’immagine più intima e rilassante. Le Pet Luxury Prints sono caratterizzate da sfondi neri con riflessi specchianti, hanno un’eleganza drammatica che si adatta bene a spazi moderni o minimalisti, ma possono anche riscaldare ambienti classici grazie al loro forte impatto emotivo.<br />
Ecco qualche esempio.<br />
Un ritratto del tuo pet sopra il camino può diventare il punto focale del salotto, mentre una composizione con te e il tuo animale potrebbe trovare posto in un angolo privato della casa.<br />
</span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Oppure, nel soggiorno, sopra il divano grigio di un appartamento moderno, una stampa di grande formato (100&#215;70 cm) del tuo gatto su sfondo nero con riflessi specchianti attira lo sguardo e aggiunge un tocco sofisticato. L’atmosfera diventa accogliente ma elegante, ideale per ricevere ospiti.<br />
In una camera da letto con pareti bianche e mobili in legno chiaro, un ritratto intimo (50&#215;50 cm) di te che abbracci il tuo cane crea un angolo di serenità, perfetto per rilassarsi.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><b>2. Scegli il Soggetto: Pet, Proprietario o Famiglia</b></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Uno dei miei tratti distintivi è la capacità di catturare non solo la bellezza degli animali, ma anche il legame con i loro &#8220;genitori umani&#8221; o l’intero nucleo familiare. Rifletti su cosa vuoi che la stampa rappresenti: un omaggio esclusivo al tuo pet, un ricordo del vostro rapporto speciale o un ritratto che includa tutta la famiglia.<br />
Se il tuo obiettivo è celebrare il carattere unico del tuo animale, opta per un ritratto singolo; se invece desideri un’opera che racconti la vostra storia insieme, le foto con il proprietario o la famiglia sono ideali. Queste scelte influenzano anche il tono emotivo dell’ambiente: un’immagine familiare può trasmettere calore e unione, perfetta per una sala da pranzo o un ingresso.<br />
Per un ingresso minimalista, una stampa verticale (40&#215;60 cm) del tuo labrador in posa regale dà il benvenuto con carattere, celebrando il suo ruolo di “re di casa”.<br />
In sala da pranzo, un trittico (tre pannelli 30&#215;40 cm) con te, il tuo gatto e il tuo partner cattura un momento di quotidianità – magari mentre giocate insieme – trasmettendo calore e unione familiare. Sopra la scrivania nello studio, un ritratto singolo del tuo pet (60&#215;80 cm) ti ricorda la sua compagnia durante le giornate di lavoro.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><b>3. Dimensioni e Proporzioni: Armonia con l’Arredamento</b></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Le stampe sono disponibili in vari formati, spesso su grande scala per esaltare i dettagli e l’effetto artistico. Per scegliere la dimensione giusta, misura lo spazio a disposizione: una regola generale è che la stampa occupi dai 2/3 ai 3/4 della parete per evitare che sembri troppo piccola o persa. Sopra un divano o un letto, una stampa orizzontale più grande crea equilibrio, mentre in un corridoio stretto una composizione verticale può accentuare l’altezza. Ti propongo anche composizioni di pannelli multipli, perfette per chi vuole un’opera dinamica che &#8220;racconti una storia&#8221; su una parete più ampia, come un collage di momenti con il proprio pet.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Ricordati sempre che la grandezza della stampa deve dialogare con lo spazio.<br />
Su una parete lunga del corridoio (2 metri), una composizione orizzontale (120&#215;40 cm) con il tuo cane che corre allunga visivamente lo spazio e aggiunge dinamismo.<br />
Sopra il letto matrimoniale, una stampa rettangolare (80&#215;60 cm) di te e il tuo gatto che guardate fuori dalla finestra si armonizza con la testiera, creando un punto focale senza sovrastare. O ancora, in un angolo del salotto accanto a una poltrona, un piccolo quadrato (40&#215;40 cm) del tuo pet diventa un dettaglio intenso e personale.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><b>4. Colori e Stile: Integrazione con l’Interno</b></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Il mio stile distintivo, con sfondi neri e riflessi specchianti, conferisce alle stampe un’estetica raffinata e contemporanea. Questo contrasto netto si sposa bene con arredamenti dai toni neutri (bianco, grigio, beige) o scuri, ma può anche creare un punto di rottura interessante in spazi dai colori vivaci. Considera la palette della tua casa: il nero dello sfondo può essere un elemento unificante se hai mobili moderni o dettagli metallici, mentre i colori naturali del pelo dell’animale o degli abiti nei ritratti familiari possono richiamare tonalità già presenti nell’ambiente. Se hai dubbi, una stampa in bianco e nero di un gatto o cane può adattarsi praticamente a qualsiasi stile.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">In un loft con pareti bianche e mobili industriali in acciaio, una stampa (90&#215;60 cm) del tuo husky su sfondo nero si integra con i toni freddi e metallici, accentuando il look contemporaneo.<br />
In un salotto rustico con divano marrone e cuscini beige, un ritratto (70&#215;50 cm) del tuo gatto persiano richiama i toni caldi del pelo con lo sfondo scuro, creando un contrasto elegante ma non invadente.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><b>5. Valore Emotivo e Funzione Decorativa</b></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Oltre all’estetica, una mia stampa porta con sé un valore sentimentale unico. Scegli un’immagine che ti emozioni profondamente: magari il ricordo di un momento speciale con il tuo pet o un’espressione che ne catturi l’anima. Questo aspetto è fondamentale, perché le mie opere non sono solo decorazioni, ma frammenti di vita da custodire. Pensa anche alla funzione pratica: una stampa di grande formato sopra una consolle nell’ingresso accoglie gli ospiti con un tocco personale, mentre una più piccola accanto a una poltrona può creare un angolo di riflessione.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><b>6. Consulenza Diretta</b> </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Un vantaggio di lavorare con me è la possibilità di personalizzazione. Possiamo discutere delle tue esigenze: dalla selezione delle foto (se hai già partecipato a una mia sessione fotografica) alla scelta del supporto e del formato. Posso suggerirti composizioni che si adattano al tuo ambiente, garantendo che la stampa non sia solo un oggetto, ma un elemento integrato nella tua casa. Un confronto prezioso per chi cerca un risultato su misura.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;"><b>Consigli Finali</b></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif;">Per un risultato ottimale, considera l’illuminazione: una luce direzionale può esaltare i riflessi specchianti delle stampe, rendendole ancora più suggestive.<br />
Infine, non sottovalutare il potere di una cornice sobria o l’opzione di un pannello senza bordi per un look moderno. Scegliere una Pet Luxury Print significa portare in casa un pezzo della tua storia, un legame che dura nel tempo, perfetto per rendere ogni ambiente domestico unico e personale.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-a8ghvy"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3">Immortala il tuo legame speciale: <strong>ordina ora la tua </strong></span></span><strong><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-a8ghvy r-36ujnk"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-a8ghvy">Pet Luxury Print</span></span></span></strong><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3 r-a8ghvy"><span class="css-1jxf684 r-bcqeeo r-1ttztb7 r-qvutc0 r-poiln3"> e trasforma i tuoi ricordi in un’opera d’arte unica per la tua casa!</span></span></div>
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		<title>Dai ringhi alle fusa: la straordinaria storia di come ho salvato la mia Tabata</title>
		<link>https://www.claudiarocchini.it/dai-ringhi-alle-fusa-la-straordinaria-storia-di-come-ho-salvato-la-mia-tabata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 08:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie feline]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro mesi chiusa in bagno.Quattro mesi a soffiarmi addosso appena mi vedeva.Quattro mesi di aggressioni al vetro della portafinestra del balcone se solo osavo sfiorarlo.Quattro mesi di aerosol in modalità canna da pesca, con il terminale legato a una cannetta lunga un metro e mezzo e lei spalle al muro a ringhiare e tentare di aggredirmi.Quattro mesi di medicine nel cibo, di appostamenti notturni per capire quando mangiava perché usciva dalla cuccetta solo a tarda sera o di mattina, prima [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.claudiarocchini.it/dai-ringhi-alle-fusa-la-straordinaria-storia-di-come-ho-salvato-la-mia-tabata/">Dai ringhi alle fusa: la straordinaria storia di come ho salvato la mia Tabata</a> proviene da <a href="https://www.claudiarocchini.it">Claudia Rocchini - Pet Photography</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro mesi chiusa in bagno.<br class="html-br" />Quattro mesi a soffiarmi addosso appena mi vedeva.<br class="html-br" />Quattro mesi di aggressioni al vetro della portafinestra del balcone se solo osavo sfiorarlo.<br class="html-br" />Quattro mesi di aerosol in modalità canna da pesca, con il terminale legato a una cannetta lunga un metro e mezzo e lei spalle al muro a ringhiare e tentare di aggredirmi.<br class="html-br" /><br class="html-br" />Quattro mesi di medicine nel cibo, di appostamenti notturni per capire quando mangiava perché usciva dalla cuccetta solo a tarda sera o di mattina, prima dell’alba, e più la medicina rimaneva nel cibo, più ne assorbiva il sapore e lei rifiutava di mangiare.<br class="html-br" />Quattro mesi di mocio nasale costante, di tosse, di asma, di occhi terrorizzati.<br class="html-br" /><br class="html-br" />Poi i miglioramenti, la semi-rassegnazione alla mia presenza e l’apertura della porta del bagno: dai vai, perlustra la casa, fai conoscenza con Vinnie e Lena, prendi possesso del territorio.<br class="html-br" />Vederla timidamente esplorare ogni stanza, tranne lo studio e la camera da letto: lì c’era il nemico, cioè io.<br class="html-br" /><br class="html-br" />Ignorarla tenendola d’occhio.<br class="html-br" />Far giocare Vinnie e Lena per stimolare la sua curiosità.<br class="html-br" />Obiettivo raggiunto: loro due sul tappeto, lei nascosta sotto al divano dello studio, a osservare.<br class="html-br" />Un giorno, due, una settimana… sempre là sotto, a osservare i giochi altrui.<br class="html-br" />Poi, ok gioco anche io: un nastrino delle confezioni dei panettoni, quelli con le due estremità di plastica dura, che sul pavimento fanno tactactac, legato a un cordino. Un richiamo per lei irresistibile, ancora oggi.<br class="html-br" />Era bello vederla giocare, anche se tra un salto e una corsetta volavano soffiate perché mi stavo avvicinando troppo.<br class="html-br" />E un altro mese è passato, senza che riuscissi ad avvicinarmi a meno di due metri.<br class="html-br" /><br class="html-br" />La svolta venne con il tunnel per gatti, foderato di lana bianca, lasciato lì sul tappeto, con un’estremità vicino alla gamba del divano.<br class="html-br" />C’è cascata subito: trasloco da sotto al divano a dentro al tunnel, facendo capolino con la punta del naso come per dirmi, sono ancora nascosta, ma mi sono avvicinata ai giochi.<br class="html-br" />E lì, nel tempo, l’ho fregata: mi sedevo sul divano, lei sempre dentro al tunnel, io le facevo sventolare il nastrino sotto al naso e con l’altra mano la sfioravo sulla coda, per iniziare ad abituarla al primo contatto umano.<br class="html-br" />Ero sicura che non potesse girarsi per graffiarmi, quindi ero abbastanza tranquilla.<br class="html-br" />Lei no, più sdegnata che spaventata, ai primi tentativi usciva dal tunnel soffiando mentre scappava sotto al divano. Per poi ritornare nel tunnel dopo poco, quando ricominciavo a far giocare Vinnie e Lena.</p>
<p style="text-align: left;"><br class="html-br" /><br class="html-br" /><img decoding="async" fetchpriority="high" class=" wp-image-17497 aligncenter" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2024/04/tabata-appena-trovata-1024x683.jpg" alt="" width="647" height="431" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2024/04/tabata-appena-trovata-1024x683.jpg 1024w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2024/04/tabata-appena-trovata-300x200.jpg 300w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2024/04/tabata-appena-trovata-768x512.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2024/04/tabata-appena-trovata-1536x1025.jpg 1536w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2024/04/tabata-appena-trovata-1310x874.jpg 1310w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2024/04/tabata-appena-trovata-800x534.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2024/04/tabata-appena-trovata.jpg 2048w" sizes="(max-width: 647px) 100vw, 647px" />É andata avanti così per circa un mese: dalla coda, pian piano sono arrivata al dorso, con piccoli tocchi, fino a tenere la mano posata sulla schiena. Lei si limitava a soffiare ma rimaneva lì, e giocava da dentro al tunnel con il nastrino.<br class="html-br" />Non potevo toccarla quando era fuori dal tunnel: soffiava ancora e tentava di graffiarmi.<br class="html-br" />Ok, è ancora troppo presto, messaggio ricevuto.<br class="html-br" /><br class="html-br" />Poi, una mattina, mi sveglio e me la vedo in fondo al letto, seduta, a osservarmi. Siamo rimaste lì, occhi negli occhi, io senza muovermi né profferire verbo. Giusto una manciata di secondi. Le ho detto: “Ma ciao!”. Risposta? Soffiata e giù dal letto.<br class="html-br" />Che pazienza.<br class="html-br" /><br class="html-br" />Il primo contatto, da lei cercato, c’è stato dopo un mese: a fianco della poltrona ho un pouf su cui è solita dormire Lena. Con la coda dell’occhio vedo Tabata avvicinarsi, salire sul pouf e rimanere lì a guardarmi. A meno di mezzo metro.<br class="html-br" />Pian piano allungo la mano, porgendole il palmo, per farla annusare. Non ci casca, ma non scappa. Ci pensa un attimo, poi alza la zampina e dà due sberlette, lievissime, alla punta delle dita, senza estrarre le unghie.<br class="html-br" />E se ne va. Senza soffiare.<br class="html-br" /><br class="html-br" />Da quel giorno sono passati due anni, ed è stato un crescendo &#8211; seppur lentissimo &#8211; di confidenza.<br class="html-br" />Ricordo ancora la prima volta che ha strusciato il muso sulle mie dita: stavo spazzolando Vinnie, sul letto, lei è salita ed è corsa ad accucciarsi vicino a lui (sono inseparabili), poi ha alzato il musetto, piegando la testina e avvicinandola alla mia mano. Si è strusciata per sbaglio, forse pensava fosse Vinnie, non so. Appena ha capito è scappata, ma è rimasta in fondo al letto, perplessa.<br class="html-br" /><br class="html-br" />E arriviamo a oggi: ormai è quasi totalmente confidente, si mette spesso a pancia all’aria facendosi accarezzare, ed è una fusona, un trattore di fusa.<br class="html-br" />Tuttavia le è rimasto l’istinto randagio, non si abbandona mai totalmente. Per dire, le zampe rimangono off limits, appena gliele sfioro, scappa.<br class="html-br" />Quando decide una posizione, non c’è verso di spostarla, si infastidisce e se ne va.<br class="html-br" />A ogni rumore, salta su, si mette in modalità suricati e rimane sul chi va là, mentre gli altri due continuano a ronfare.<br class="html-br" /><br class="html-br" />Ha i suoi rituali.<br class="html-br" />Il cibo: attende il suo turno. Tre ciotole uguali, lei aspetta che Vinnie e Lena scelgano la loro, per poi andare sull’ultima rimasta libera.<br class="html-br" />Quando do loro la carne, devo mettermi tra lei e gli altri due, altrimenti gliela rubano perché lei è lenta: deve annusare uno per uno ogni pezzetto di carne, per poi scegliere quello che più le aggrada al momento. E ripete il rituale per ogni boccone, guardandosi le spalle per controllare dove sono gli altri due (di solito a un metro di distanza, seduti e speranzosi di ricevere da me qualche boccone, come premio per la pazienza &#8211; mia e loro).<br class="html-br" /><br class="html-br" />Ma il rituale più bello, per entrambe, è la sera.<br class="html-br" />Tutte le sere, appena spengo le luci in sala o nello studio, lei corre in camera perché SA che è giunta l’ora.<br class="html-br" />Salta sul letto, rimane in fondo, si siede con gli occhioni spalancati, con lo stesso sguardo di sempre, un misto di stupore e attesa, e aspetta che mi sdrai e mi sistemi.<br class="html-br" />Poi arriva e si accuccia a cucchiaio sulla mia pancia, fuori dalle coperte.<br class="html-br" />Rimane lì dieci minuti, a fuseggiare, non di più, e se ne va.<br class="html-br" />La mattina spesso me la ritrovo accucciata addosso, ma appena muovo mezzo dito, se ne va.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.claudiarocchini.it/dai-ringhi-alle-fusa-la-straordinaria-storia-di-come-ho-salvato-la-mia-tabata/">Dai ringhi alle fusa: la straordinaria storia di come ho salvato la mia Tabata</a> proviene da <a href="https://www.claudiarocchini.it">Claudia Rocchini - Pet Photography</a>.</p>
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		<title>Animal hoarding, l&#8217;accumulo compulsivo di animali. Intervista con Marco Bravi di Enpa</title>
		<link>https://www.claudiarocchini.it/animal-hoarding-laccumulo-compulsivo-di-animali-intervista-con-marco-bravi-di-enpa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 14:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie feline]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli accumulatori seriali di animali costituiscono un problema molto sottovalutato in Italia perché viene spesso confuso con uno stile di vita incentrato sull’amore per gli animali. Così non è. Nello specifico “L’Animal Hoarding o accumulo di animali si verifica quando un individuo possiede un numero di animali che eccede la sua capacità di prendersene cura in modo adeguato. Ne conseguono la compromissione della qualità di vita della persona e delle condizioni dell’abitazione in cui vive, nonché una forte sofferenza per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.claudiarocchini.it/animal-hoarding-laccumulo-compulsivo-di-animali-intervista-con-marco-bravi-di-enpa/">Animal hoarding, l&#8217;accumulo compulsivo di animali. Intervista con Marco Bravi di Enpa</a> proviene da <a href="https://www.claudiarocchini.it">Claudia Rocchini - Pet Photography</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli accumulatori seriali di animali costituiscono un problema molto sottovalutato in Italia perché viene spesso confuso con uno stile di vita incentrato sull’amore per gli animali.<br />
Così non è.<br />
Nello specifico “<em>L’Animal Hoarding o accumulo di animali si verifica quando un individuo possiede un numero di animali che eccede la sua capacità di prendersene cura in modo adeguato. Ne conseguono la compromissione della qualità di vita della persona e delle condizioni dell’abitazione in cui vive, nonché una forte sofferenza per gli animali, che vanno incontro a malattia, inedia e morte. Tale fenomeno è stato a lungo considerato uno “stile di vita” e, anche se oggi viene riconosciuto come una forma di maltrattamento degli animali, solo recentemente è divenuto oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica, che ha fornito diversi modelli per inquadrarlo nell’ambito dei disturbi mentali</em>”<strong> (<a href="https://bit.ly/2EUQbl6">Elisa S. Colombo ed Emanuela Prato-Previde</a>).</strong></p>
<p>Nei giorni scorsi, a seguito del sequestro a Marcignago (PV) dei <strong><a href="https://www.facebook.com/claudiarocchini/posts/3294891307236702">38 cani di razza Breton</a></strong>, ho approfondito la questione parlandone con Marco Bravi, responsabile comunicazione di <strong><a href="http://www.enpa.it/it/77983/cnt/le-iniziative/accumulatori-seriali-un-problema-con-gravi-ricadut.aspx">Enpa nazionale</a></strong>.<br />
C’è stata infatti molta confusione e ambiguità in merito alla vicenda accaduta a Marcignago, anche in relazione a eventuali denunce per maltrattamento che sono state sollecitate da più parti, soprattutto sui social. Cerchiamo di fare un po&#8217; di chiarezza.</p>
<p>“<em>L’accumulatore seriale non ha alcuna intenzione di fare del male ai suoi animali. Non si può dunque parlare di maltrattamento in senso stretto</em> – spiega Marco – <em>ma di incuria, che è comunque una forma di maltrattamento indiretto. È un po’ come la differenza tra colpa e dolo: l’incuria non implica un dolo perché non c’è volontà di nuocere, ma non ci si rende conto che il maltrattamento inizia con le mancate attenzioni</em>”.</p>
<p><strong>A chi spetta intervenire in prima battuta?</strong><br />
“<em>Il Comune è il responsabile sanitario e/o di tutela degli animali. Spetta dunque al Comune, quando riceve una notizia di possibile maltrattamento, attivare la polizia municipale che effettuerà i sopralluoghi necessari e si procederà di conseguenza, coinvolgendo l’Ats che può decidere, nei casi meno gravi, anche solo di sterilizzare gli animali, impedendo così che si riproducano anche tra consanguinei. A Marcignago si è deciso per il sequestro perché le condizioni delle bestiole erano molto serie</em>”.</p>
<p><strong>Di fronte ai casi estremi scatta il sequestro, o la sterilizzazione per quelli meno gravi. Ma non si riesce a intervenire in via preventiva prima che si renda necessario l’intervento delle autorità? In altre parole, da cosa si può capire se si è di fronte a un rischio di accumulo compulsivo?</strong><br />
“<em>Un grosso aiuto per esempio può darlo chi si occupa di assistenza sociale, stando attento a quei sintomi che rappresentano l’inizio di un maltrattamento animale. Purtroppo questi sintomi sono molto spesso ignorati nonostante siano state evidenziate dalla letteratura scientifica importanti correlazioni tra il maltrattamento animale e quello umano</em>”.</p>
<p><strong>Perché questi sintomi vengono ignorati o sottovalutati?</strong><br />
“<em>Perché tanto sono solo animali…</em>”</p>
<p><strong>Per concludere, se sei a conoscenza di possibili o probabili situazioni di accumulo compulsivo di animali o a rischio di, non esitare a segnalare il caso alle autorità competenti.</strong></p>
<p>Grazie per la condivisione di questo articolo.<br />
Claudia Rocchini</p>
<p><a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/08/31/foto/enpa_partita_campagna_adozione_38_cani_sequestrati_pavia-265915486/1/?fbclid=IwAR3G9YnqFXIFN4zWUVvd8QbVzs264HFEDGo1I9Snr0rn7Pi1R56DZp_xVZQ#1"><strong>Gallery 38 Breton sequestrati</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Coronavirus e gatti &#8211; Comunicato stampa</title>
		<link>https://www.claudiarocchini.it/coronavirus-e-gatti-comunicato-stampa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 09:12:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie feline]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In relazione alla crescente diffusione del CORONAVIRUS VERSIONE UMANA, i qui presenti gatti di casa Rocchini – Vinnie, Lena e Tabata – comunicano quanto segue:   1) Approvvigionamento cibo: richiediamo di ricevere cibo manipolato solo da mani umane dotate di guanti anche se sarebbe meglio che l’Umana lasciasse libero accesso alle fonti di cibo che ci pensiamo da soli, grazie. 2) Rifiutiamo categoricamente ogni contatto con l’Umana, alla quale richiediamo di astenersi dal tentare di accarezzarci, baciarci, spupazzarci e qualsiasi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.claudiarocchini.it/coronavirus-e-gatti-comunicato-stampa/">Coronavirus e gatti &#8211; Comunicato stampa</a> proviene da <a href="https://www.claudiarocchini.it">Claudia Rocchini - Pet Photography</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="2alui-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2alui-0-0"><span data-offset-key="2alui-0-0">In relazione alla crescente diffusione del CORONAVIRUS VERSIONE UMANA, i qui presenti gatti di casa Rocchini – Vinnie, Lena e Tabata – comunicano quanto segue:</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="ao2pr-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ao2pr-0-0"><span data-offset-key="ao2pr-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="2jgl1-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2jgl1-0-0"><span data-offset-key="2jgl1-0-0">1) Approvvigionamento cibo: richiediamo di ricevere cibo manipolato solo da mani umane dotate di guanti anche se sarebbe meglio che l’Umana lasciasse libero accesso alle fonti di cibo che ci pensiamo da soli, grazie.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="58ut1-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="58ut1-0-0"><span data-offset-key="58ut1-0-0">2) Rifiutiamo categoricamente ogni contatto con l’Umana, alla quale richiediamo di astenersi dal tentare di accarezzarci, baciarci, spupazzarci e qualsiasi altra attività che preveda distanza inferiore ai due metri da noi.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="ebm5l-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ebm5l-0-0"><span data-offset-key="ebm5l-0-0">3) In relazione al punto 2, è fatta altresì richiesta all’Umana di trovarsi un altro giaciglio in cui dormire. Tradotto: via dal letto. L’Umana potrebbe considerare di mettersi in quarantena volontaria in ambiente controllato, magari un trasportino su misura dotato di adeguati comfort.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="erj9m-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="erj9m-0-0"><span data-offset-key="erj9m-0-0">4) E’ fatto divieto all’Umana di utilizzare prodotti disinfestanti a noi sgraditi, vedi alcool o ammoniaca. La candeggina è ammessa, che ci piace rotolarci sui pavimenti umidi appena passati con l’Ace al profumo di pino.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="6du9u-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6du9u-0-0"><span data-offset-key="6du9u-0-0">5) L’Umana è gentilmente pregata di non invitare gente in casa, per nessuna ragione. Vale anche per il badante del piano di sopra cui spesso fa fare le commissioni: lui esce, ed è un potenziale untore. </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="9brkg-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9brkg-0-0"><span data-offset-key="9brkg-0-0">6) Il punto 5 vale soprattutto per le visite a domicilio della veterinaria per tagliarci le unghie: ce le teniamo lunghe, grazie. </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="df17i-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="df17i-0-0"><span data-offset-key="df17i-0-0">7) Comunichiamo all’Umana che stanno finendo le scorte dei croccantini, quelli buoni, pregasi provvedere con ordine online urgente, ma dalla Germania: non accettiamo pacchi dal nord Italia, men che meno dalla Lombardia.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="3hhjo-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="3hhjo-0-0"><span data-offset-key="3hhjo-0-0">8) Preghiamo l’Umana di darsi una calmata e di mettersi in quarantena dai social che, a nostro parere, stanno contribuendo ad amplificare il delirio collettivo.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="cpgj8-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="cpgj8-0-0"><span data-offset-key="cpgj8-0-0">9) Fornitura acqua: non si capisce perché l’Umana beva acqua dalla bottiglia e a noi nella fontanella mette quella del rubinetto, che sa di zolfo: desideriamo pari trattamento anche perché se c’è qualcuno che ha bisogno di zolfo – che contribuisce a purificare i pensieri e a rimuovere i blocchi mentali – non siamo certo noi gatti.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="31lr9-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="31lr9-0-0"><span data-offset-key="31lr9-0-0">10) Siamo estremamente dispiaciuti per la categoricità delle richieste rese necessarie dal fatto che NOI gatti siamo vaccinati contro il coronavirus felino, l’Umana no. </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="35m20-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="35m20-0-0"><span data-offset-key="35m20-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="cakea-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="cakea-0-0"><span data-offset-key="cakea-0-0">Tutte le disposizioni di cui sopra entrano in vigore da mezzogiorno di oggi, 25 febbraio, fino a nuovo miao.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="6re0m-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6re0m-0-0"><span data-offset-key="6re0m-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="a0d47-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="a0d47-0-0"><span data-offset-key="a0d47-0-0">Pavia, 25 febbraio 2020 </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ds3uq" data-offset-key="bakqt-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="bakqt-0-0"><span data-offset-key="bakqt-0-0">Vinnie, Lena, Tabata</span></div>
</div>
<p><!--86d3d--><!--86d3d--></p>
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		<title>Vito aka Vituzzo superstar ovvero come diventare un gatto bionico</title>
		<link>https://www.claudiarocchini.it/vito-aka-vituzzo-superstar-ovvero-come-diventare-un-gatto-bionico/</link>
					<comments>https://www.claudiarocchini.it/vito-aka-vituzzo-superstar-ovvero-come-diventare-un-gatto-bionico/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 09:18:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sfigatti - Storie a lieto fine]]></category>
		<category><![CDATA[Storie feline]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vi presento un gatto molto ma molto speciale e la sua incredibile storia: è il primo gatto italiano ad aver subito un doppio impianto di protesi dopo l&#8217;amputazione di entrambe le zampe posteriori. Si chiama Vito, per gli amici Vituzzo e ha sei anni. E&#8217; il micio di Silvia Gottardi e di sua moglie Linda Ronzoni. Silvia è una ex cestista, già vincitrice di scudetto in A1, blogger e video maker. Linda, art director, è la sua compagna di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.claudiarocchini.it/vito-aka-vituzzo-superstar-ovvero-come-diventare-un-gatto-bionico/">Vito aka Vituzzo superstar ovvero come diventare un gatto bionico</a> proviene da <a href="https://www.claudiarocchini.it">Claudia Rocchini - Pet Photography</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi presento un gatto molto ma molto speciale e la sua incredibile storia: è il primo gatto italiano ad aver subito un doppio impianto di protesi dopo l&#8217;amputazione di entrambe le zampe posteriori. Si chiama Vito, per gli amici Vituzzo e ha sei anni.<br />
E&#8217; il micio di Silvia Gottardi e di sua moglie Linda Ronzoni. Silvia è una ex cestista, già vincitrice di scudetto in A1, blogger e video maker. Linda, art director, è la sua compagna di vita e condivide con Silvia l&#8217;amore per Vituzzo, tanto da interrompere il viaggio di nozze per rientrare a casa dopo che il micio era stato investito da un&#8217;auto.<br />
Ma andiamo con ordine.</p>
<figure id="attachment_12260" aria-describedby="caption-attachment-12260" style="width: 552px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class=" wp-image-12260" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/7-1024x768.jpg" alt="" width="552" height="414" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/7-1024x768.jpg 1024w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/7-300x225.jpg 300w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/7-768x576.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/7-1310x983.jpg 1310w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/7-800x600.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/7.jpg 1400w" sizes="(max-width: 552px) 100vw, 552px" /><figcaption id="caption-attachment-12260" class="wp-caption-text">Vito gatto bionico</figcaption></figure>
<p>Vituzzo viene da San Vito lo Capo ed era il gatto della mamma di Silvia, mancata qualche anno fa. La nuova compagna del padre purtroppo è allergica ai gatti e Vituzzo viene portato a Milano da Silvia.<br />
E&#8217; un micio abituato a stare fuori e tenerlo rinchiuso non si riesce. Così Silvia e Linda, abitando al pian terreno, predispongono due gattaiole per permettergli di andare e venire a sua discrezione.<br />
Ben presto si ambienta e diventa il boss del quartiere: è una zona tranquilla, con una strada chiusa e degli orti in cui Vituzzo può sfogarsi.<br />
Tutto bene per un paio di anni finché lo scorso anno Silvia e Linda si sposano e a dicembre partono per il viaggio di nozze, lasciando Vituzzo a casa con un&#8217;amica ad accudirlo.</p>
<p>Il tempismo dei gatti nello stare male, si sa, è famoso: succede il venerdì sera o prima di ogni festa, oppure alla vigilia delle partenze per le vacanze. O, ancora, quando il veterinario che lo conosce dalla nascita va in ferie. Insomma, avete capito. Vituzzo non smentisce il trend, pensando bene di sparire durante il viaggio di nozze delle mamme.<br />
E&#8217; stato ritrovato dopo un giorno e mezzo di ricerca, più morto che vivo, con entrambe le zampe schiacciate.<br />
Una è stata subito amputata, per l&#8217;altra il veterinario ha tentato un recupero conscio del fatto che, di solito, i gatti che perdono entrambe le zampe vengono soppressi.<br />
Silvia e Linda non se la sentono di proseguire la luna di miele e rientrano a casa per accudire Vituzzo.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;infezione rende vano ogni tentativo di salvare l&#8217;altra zampina, era necessaria una seconda amputazione. O la soppressione.<br />
Ma Vituzzo è un micio che, nella sfiga, ha avuto tanta fortuna: oltre a trovare due umane molto speciali, è incappato anche in Massimo Petazzoni, un veterinario dal cuore d&#8217;oro che non si è arreso all&#8217;inevitabile, e ha proposto un intervento sperimentale mai eseguito prima in Italia.<br />
Un tentativo estremo: l&#8217;inserimento di due protesi, inizialmente temporanee, per verificare le reazioni e permettere a Vituzzo di fare i suoi bisogni da solo. Essendo temporanee sono esterne e &#8220;scomode&#8221;, attaccate all’osso con delle viti ma era necessario attendere che le ferite guarissero per poi inserire le protesi definitive impiantate direttamente nell’osso, che sarebbero uscite dai monconi come zampette vere.</p>
<figure id="attachment_12258" aria-describedby="caption-attachment-12258" style="width: 372px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class=" wp-image-12258" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/5-682x1024.jpg" alt="" width="372" height="559" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/5-682x1024.jpg 682w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/5-200x300.jpg 200w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/5-768x1152.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/5-800x1200.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/5.jpg 933w" sizes="(max-width: 372px) 100vw, 372px" /><figcaption id="caption-attachment-12258" class="wp-caption-text">Vito gatto bionico</figcaption></figure>
<p>L&#8217;intervento riesce perfettamente e la convalescenza è stata lunga, dolorosa e spesso sconfortante: bisognava svuotare la vescica di Vituzzo e aiutarlo a defecare, tenendolo in piedi e stimolando l&#8217;evacuazione, oltre alle cure quotidiane tra flebo, antibiotici, ricostituenti&#8230; Non solo. Ci si è messa anche una frattura e una lussazione della rotula, gestita con un ulteriore intervento per l&#8217;inserimento di una piccola protesi in titanio.<br />
E per quanto tutto fosse andato bene, e stesse andando bene, no infezioni né rigetti, Vituzzo ancora non si alzava.<br />
Finché un giorno, Silvia e Linda l&#8217;hanno trovato in piedi e da allora&#8230; Vituzzo non ha più smesso.<br />
Cammina senza problemi, le protesi temporanee reggono e così si è deciso, per ora, di non sottoporlo ad altri interventi per le protesi definitive in titanio, secondo la saggia logica che quel che funziona, meglio non toccarlo.<br />
Lui infatti zampetta tranquillo per casa, riuscendo anche a fare le scale. Non salta, ovviamente, ma il veterinario sta valutando di progettare protesi con piccole molle per permettergli di far leva, imitando le vere zampe.</p>
<p>Oggi sono stata a casa loro insieme a Davide Cavalieri, direttore di Radio Bau, per un servizio fotografico e video, e un&#8217;intervista a Silvia e Linda.<br />
Non ho potuto fare a meno di commuovermi di fronte alla tenacia di questo micio e delle sue mamme: non so quanti, al loro posto, di tutti e tre intendo, avrebbero tenuto duro ma, come dice Silvia, &#8220;Linda e Vito sono la mia famiglia e in famiglia ci si sostiene a vicenda, con amore&#8221;.<br />
E Vituzzo che ne pensa? Lui mi guarda e sembra dire: &#8220;Essere un gatto selvaggio era bellissimo, ma anche essere un gatto vivo non è male ;-)&#8221;.</p>
<p>Potete seguire Vituzzo su Facebook nella pagina <a href="https://www.facebook.com/vituzzosuperstar/"><strong>Vituzzo superstar, ovvero come diventare un gatto bionico</strong></a> e su Instagram lo trovate con il nick @vituzzosuperstar.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">La storia di Vito è stata ripresa da numerose testate, italiane e straniere, tra cui la BBC News</span>: <a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-50821392">https://www.bbc.com/news/world-europe-50821392</a></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">A questo link la rassegna stampa completa</span>: <a href="https://www.claudiarocchini.it/rassegna-stampa/">https://www.claudiarocchini.it/rassegna-stampa/</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_12262" aria-describedby="caption-attachment-12262" style="width: 353px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-12262" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/9-768x1024.jpg" alt="" width="353" height="470" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/9-768x1024.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/9-225x300.jpg 225w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/9-800x1066.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/9.jpg 1141w" sizes="(max-width: 353px) 100vw, 353px" /><figcaption id="caption-attachment-12262" class="wp-caption-text">Vito gatto bionico</figcaption></figure>
<figure id="attachment_12261" aria-describedby="caption-attachment-12261" style="width: 596px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-12261" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/8-1024x682.jpg" alt="" width="596" height="397" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/8-1024x682.jpg 1024w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/8-300x200.jpg 300w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/8-768x512.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/8-1310x873.jpg 1310w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/8-800x533.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/8.jpg 1400w" sizes="(max-width: 596px) 100vw, 596px" /><figcaption id="caption-attachment-12261" class="wp-caption-text">Vito gatto bionico</figcaption></figure>
<figure id="attachment_12257" aria-describedby="caption-attachment-12257" style="width: 588px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-12257" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4-1024x768.jpg" alt="" width="588" height="441" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4-1024x768.jpg 1024w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4-300x225.jpg 300w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4-768x576.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4-1310x983.jpg 1310w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4-800x600.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4.jpg 1412w" sizes="(max-width: 588px) 100vw, 588px" /><figcaption id="caption-attachment-12257" class="wp-caption-text">Vito gatto bionico</figcaption></figure>
<figure id="attachment_12256" aria-describedby="caption-attachment-12256" style="width: 756px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-12256" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3-1024x576.jpg" alt="" width="756" height="425" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3-1024x576.jpg 1024w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3-300x169.jpg 300w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3-768x432.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3-1310x737.jpg 1310w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3-800x450.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3.jpg 1400w" sizes="(max-width: 756px) 100vw, 756px" /><figcaption id="caption-attachment-12256" class="wp-caption-text">Vito gatto bionico</figcaption></figure>
<figure id="attachment_12259" aria-describedby="caption-attachment-12259" style="width: 756px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-12259" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/6-1024x768.jpg" alt="" width="756" height="567" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/6-1024x768.jpg 1024w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/6-300x225.jpg 300w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/6-768x576.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/6-1310x983.jpg 1310w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/6-800x600.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/6.jpg 1400w" sizes="(max-width: 756px) 100vw, 756px" /><figcaption id="caption-attachment-12259" class="wp-caption-text">Vito gatto bionico</figcaption></figure>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-12255 alignright" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2-1024x768.jpg" alt="" width="704" height="528" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2-1024x768.jpg 1024w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2-300x225.jpg 300w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2-768x576.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2-1310x983.jpg 1310w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2-800x600.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2.jpg 1330w" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" /> <img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-12254 alignleft" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/1-1024x768.jpg" alt="" width="682" height="511" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/1-1024x768.jpg 1024w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/1-300x225.jpg 300w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/1-768x576.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/1-1310x983.jpg 1310w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/1-800x600.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/1.jpg 1400w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></p>
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		<title>Sfigatti, storie a lieto fine &#8211; Piagnino</title>
		<link>https://www.claudiarocchini.it/sfigatti-storie-a-lieto-fine-piagnino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 22:20:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sfigatti - Storie a lieto fine]]></category>
		<category><![CDATA[Storie feline]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lui è Piagnino, chiamato così perché appena ti vede, ti corre incontro gorgheggiando e borbottando. E’ il classico gatto da traumi, di quelli che ti camminano in mezzo ai piedi  e che ti tagliano la strada, facendoti cadere. O pestandogli le zampe quando va bene. So che sapete a cosa mi riferisco… E’ uno dei pochi sopravvissuti di una colonia di oltre 20 mici, morti per infezione polmonare. Che non si capisce il motivo per cui i gatti di colonia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lui è Piagnino, chiamato così perché appena ti vede, ti corre incontro gorgheggiando e borbottando.<br />
E’ il classico gatto da traumi, di quelli che ti camminano in mezzo ai piedi  e che ti tagliano la strada, facendoti cadere. O pestandogli le zampe quando va bene. So che sapete a cosa mi riferisco…</p>
<p>E’ uno dei pochi sopravvissuti di una colonia di oltre 20 mici, morti per infezione polmonare. Che non si capisce il motivo per cui i gatti di col<span class="text_exposed_show">onia vengono sterilizzati ma quasi mai vaccinati.<br />
Stava per essere soppresso, troppo grave per cavarsela. Poi, aiutato da una ragazza dal cuore d’oro, ha consumato credo l’ultima vita di scorta e se l’è cavata. Perdendo un occhietto.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Ora vive in campagna insieme ai quattro gatti amici sopravvissuti, accudito da Valeria, ed è un gatto felice.<br />
Si è prestato a farmi da modello, improvvisando anche qualche corsetta nel campo di frumento, dandomi modo di ritrarlo come se fosse un ghepardo in savana</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone wp-image-12121" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/DSC2750x-682x1024.jpg" alt="" width="385" height="578" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/DSC2750x-682x1024.jpg 682w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/DSC2750x-200x300.jpg 200w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/DSC2750x-768x1152.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/DSC2750x-800x1200.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/DSC2750x.jpg 933w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" /><img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone wp-image-12124" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3x-1024x768.jpg" alt="" width="639" height="479" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3x-1024x768.jpg 1024w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3x-300x225.jpg 300w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3x-768x576.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3x-1310x983.jpg 1310w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3x-800x600.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/3x.jpg 1400w" sizes="(max-width: 639px) 100vw, 639px" /> <img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone wp-image-12125" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4x-683x1024.jpg" alt="" width="347" height="521" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4x-683x1024.jpg 683w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4x-200x300.jpg 200w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4x-768x1151.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4x-800x1199.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/4x.jpg 934w" sizes="(max-width: 347px) 100vw, 347px" /><img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone wp-image-12123" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2x-1024x682.jpg" alt="" width="578" height="385" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2x-1024x682.jpg 1024w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2x-300x200.jpg 300w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2x-768x512.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2x-1310x873.jpg 1310w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2x-800x533.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/12/2x.jpg 1400w" sizes="(max-width: 578px) 100vw, 578px" /></p>
</div>
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		<title>Mamma e Tato, un omaggio alla loro storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 13:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie feline]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi sono sette anni che è mancata mia mamma e per omaggiarla voglio raccontare la storia di Tato, il micio nella foto con lei. E’ nato ad aprile 2000, una cucciolata di quattro fagiolini, due femmine nere e due maschietti tigrati. Era quello sempre in disparte, ultimo ad attaccarsi per il latte e spesso non riusciva perché scacciato dagli altri. A volte ero costretta a tenerli separati per permettergli di mangiare. Era il più piccolo, quello che cresceva più lentamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.claudiarocchini.it/mamma-e-tato-un-omaggio-alla-loro-storia/">Mamma e Tato, un omaggio alla loro storia</a> proviene da <a href="https://www.claudiarocchini.it">Claudia Rocchini - Pet Photography</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono sette anni che è mancata mia mamma e per omaggiarla voglio raccontare la storia di Tato, il micio nella foto con lei.<br />
E’ nato ad aprile 2000, una cucciolata di quattro fagiolini, due femmine nere e due maschietti tigrati. Era quello sempre in disparte, ultimo ad attaccarsi per il latte e spesso non riusciva perché scacciato dagli altri. A volte ero costretta a tenerli separati per permettergli di mangiare.<br />
Era il più piccolo, quello che cresceva più lentamente e meno degli altri. Era anche lento, di comprendonio e di riflessi, pareva imbranato: gli lanciavo la pallina e lui guardava la mano mentre il fratellino e le sorelline si affannavano nelle corse. Non riuscivamo a svezzarlo: rifiutava le pappe, la carne, i croccantini. Copriva tutto, voleva solo il latte della mamma.<br />
I mesi passavano, gli altri li ho fatti adottare, ma lui non c’era verso: a tre mesi mangiava solo latte e continuava a sembrare un po’ ritardato.</p>
<p>In casa erano litigate continue con mia mamma. Aveva ragione perché avevamo già tre gatti, i soliti randagi che raccattavo mezzi morti: Mimì, un tripode trovato da cucciolo appena investito cui abbiamo dovuto amputare la zampina; Tata, la mamma, anche lei presa dal ciglio della strada dopo che avevano investito la madre e Muci, il grigino, quello con la coda rotta, tolto di forza con un calcio dalla bocca del pastore tedesco del vicino.<br />
<img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-12101 alignright" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/971752_531950166864177_1618385347_n.jpg" alt="" width="366" height="550" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/971752_531950166864177_1618385347_n.jpg 639w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/971752_531950166864177_1618385347_n-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 366px) 100vw, 366px" />Ad ogni randagino che portavo a casa erano liti furibonde con mamma, ma alla fine l’avevo sempre vinta io, e i piccoletti rimanevano.</p>
<p>A questo giro però lei era categorica, Tato non lo voleva tenere. Era già snervata dall’imprevista gravidanza della micia, rimasta incinta a neanche cinque mesi. Ce ne siamo accorti il giorno che l’ho portata per la sterilizzazione. Il padre era il tripode, non me la sono sentita di fargli subire altri interventi dopo l’amputazione ed ero sicura di avere tempo per sterilizzare la gatta. Eh, come no… Ovviamente di farla abortire non se ne parlava proprio.<br />
Fatto sta che mamma voleva Tato fuori di casa: “Fa’ qualcosa, cerca di farlo svezzare, un quarto gatto in casa non lo voglio. Guarda che lo rilascio in cortile!”.</p>
<p>Poi in agosto le venne un infarto. E tra ospedale e riabilitazione, cure e assistenza a mamma, diciamo che la priorità non era certo quella di far adottare Tato, che nel frattempo si era deciso a mangiucchiare un po’ di carne, ma sempre dando preferenza al latte della madre (a quasi sei mesi).<br />
E così il delinquente rimase con noi. Delinquente perché nel tempo si è dimostrato tutt’altro che imbranato, tonto o ritardato: finché c’è stato il padre, stava schiscio. Morto lui, è diventato il maschio Alfa di casa che menava tutti, madre compresa.</p>
<p>E, manco a dirlo, negli anni lui e mia mamma sono diventati una cosa sola. Quando è tornata dall’ospedale e l&#8217;ha trovato ancora a casa ricordo che disse: “Ci avrei scommesso che non lo davi via…”, con tono rassegnato.<br />
Spesso la trovavo in poltrona con lui accucciato sulla pancia o sotto il suo mento, modalità “collo di pelo”, con la testa sulla spalla e il corpo attaccato al mento.<br />
Le stava sempre addosso o comunque a non più di un metro di distanza o a portata d’occhio, sulla sedia in cucina vicino alla sua, sul divano, nel lavandino quando lei era in bagno e, ovviamente, dormiva sempre addosso a lei.</p>
<p>A lei piaceva prendergli un orecchio e girarci attorno il dito, accarezzandolo e lui gradiva moltissimo: “Guarda che cretino, fa il cinese, occhi stretti e sembra che sorrida”.<br />
La prendevo in giro: “E meno male che volevi darlo via…”. Lei bofonchiava qualcosa di incomprensibile e cambiava subito discorso.<br />
E via così per undici anni.</p>
<p>Quando nel 2011 si è ammalata, per un anno ha dovuto fare terapia d’ossigeno a casa e con Tato era un problema perché quando le si metteva addosso in modalità “collo di pelo” rischiava di schiacciare il tubicino dell’ossigeno e di diminuirne la portata.<br />
Lo sgridavo facendolo scendere o cercando almeno di farlo stare sulla pancia, ma lei si opponeva: “Ma dai lascialo qui, poverino. Facciamo così, tengo il tubicino di lato così non si schiaccia” – “Sì mamma, ma se ti addormenti non mi sta bene che lui ti prema sui polmoni” – “Ma no, guarda lo faccio stendere sul fianco, così non mi sta addosso. Va bene?”.<br />
Doveva andar bene per forza perché quando mamma attivava la modalità mulo, non c’era discussione.</p>
<p>Durante uno dei ricoveri una sera le ho fatto la sorpresa, passando dalle scale esterne dell’ospedale per non farmi vedere dai guardiani, le ho portato Tato, nel trasportino. Non vi dico gli accidenti che mi ha tirato: “Ma cosa lo porti fuori a fare che lo sai che si spaventa! E poi è dicembre, guarda che nebbia e fa freddo per lui. Potevi almeno mettere una coperta, sai che è un freddoloso”… e altre recriminazioni che non ricordo, però ricordo molto bene il frame di lui accucciato a lei sul letto d’ospedale tutto spaventato, con lei che lo consolava, continuando a rimproverarmi.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-12102 alignleft" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/150443_10200901089590806_2031029889_n.jpg" alt="" width="545" height="409" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/150443_10200901089590806_2031029889_n.jpg 960w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/150443_10200901089590806_2031029889_n-300x225.jpg 300w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/150443_10200901089590806_2031029889_n-768x576.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/150443_10200901089590806_2031029889_n-800x600.jpg 800w" sizes="(max-width: 545px) 100vw, 545px" />Insomma, Tato era il SUO gatto. Voleva bene anche agli altri, ma con Tato aveva un rapporto speciale, molto in simbiosi e, per certi versi, un po’ si somigliavano: finti burberi dal carattere duro, testardi e pure un poco stronzi all’occorrenza.<br />
Quando mamma è morta, lui è diventato molto possessivo nei miei confronti, tanto da non accettare che la madre, Tata, né Vinnie, si avvicinassero a me: volavano botte.</p>
<p>A nemmeno un anno dalla morte di mia madre ho rischiato di perderlo per colpa di Vinnie: nonostante Tato fosse vaccinato, sì è ammalato di panleucopenia.<br />
Ricordo ancora il pomeriggio in cui l’ho ricoverato, quando il veterinario mi disse che con “700 globuli bianchi, non credo passi la notte”.<br />
L’ho lasciato lì e sono andata al cimitero, da mamma.</p>
<p>Il 2013 per me è stato un anno infernale, letteralmente parlando: lutti vari e accanimento del tutto e, dopo la malattia di mamma e l’anno di assistenza continua h24, mi sentivo allo stremo delle forze, mentali e fisiche.<br />
Credo sia capitato a tutti un momento in cui hai davvero paura di non farcela. Io l’ho vissuto quel giorno davanti alla sua tomba: ero adirata perché avevo bisogno della mamma ma lei non c’era più. E a neanche un anno di distanza dalla sua morte, rischiavo di perdere anche Tato. E le davo la colpa di volerselo portare via: “E no, cazzo, non puoi prenderti anche lui”, dissi con rabbia dando un pugno alla lapide.</p>
<p>La mattina dopo mi chiama il veterinario e mi dice che Tato sta migliorando ma “deve venire qui con urgenza a darci la liberatoria per addormentarlo, perché da ieri non fa pipì e non vogliamo rischiare un’infezione, dobbiamo mettere un catetere” – “Non è necessario, vengo subito, dateci una stanza e una lettiera e vedrà che con me presente la fa”.<br />
Ed è andata così.</p>
<p>Tato si è ripreso con fatica: ho fatto i salti mortali per lui. Lo imboccavo, gli facevo le flebo, lo tenevo lontano dagli altri, ho sentito non più quanti pareri. Pian piano ha recuperato ed è stato con noi ancora 5 anni.</p>
<p>E’ mancato il 23 aprile del 2018 per un linfoma intestinale: l&#8217;ho curato finché non mi sono resa conto che stavo superando quel sottile confine tra il volerlo aiutare e l&#8217;accanimento terapeutico.<br />
Il 21 aprile, durante l’ultima visita dopo giorni che non mangiava più, avevo deciso di farlo addormentare, la veterinaria aveva già l’iniezione pronta &#8230; Io avevo un boccone di carne trita in mano, e lui in un ultimo sforzo si è messo in piedi e ha mangiato.<br />
Piangevo, e in quel momento ho realizzato che il 21 aprile era anche il compleanno di mia madre. Non ho trovato la forza di farlo addormentare.<br />
L’ho riportato a casa, e tenuto con me ancora 2 giorni. Due giorni in cui non mi sono quasi mossa dal letto, con lui sdraiato vicino. Non ha più mangiato.<br />
Quando è mancato l’ho fatto cremare e ho messo le sue ceneri nel vaso di un alberello di nespolo che ho sul balcone: un nespolo nato da semi piantati da mia madre nel 2010.</p>
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		<title>Qual è la prima fotografia mai scattata a un gatto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 08:20:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie feline]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi siete mai chiesti quale sia stata la prima immagine mai scattata a un gatto? Prima di rispondere a questa domanda, è opportuno spiegare che la nascita della fotografia, ufficialmente parlando, risale al 7 gennaio 1839, giorno dell&#8217;annuncio ufficiale dato dal deputato Jean Dominique Arrago all&#8217;Accademia di Francia. Arrago spiegò nei dettagli &#8220;l&#8217;invenzione&#8221; di Louis Mandé Daguerre, cioè la dagherrotipia. Daguerre la sviluppò da un&#8217;idea di Joseph Nicéphore Niépce e del figlio di questi, Isidore. La dagherrotipia fu il primo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi siete mai chiesti quale sia stata la prima immagine mai scattata a un gatto?</p>
<p>Prima di rispondere a questa domanda, è opportuno spiegare che la nascita della fotografia, ufficialmente parlando, risale al 7 gennaio 1839, giorno dell&#8217;annuncio ufficiale dato dal deputato Jean Dominique Arrago all&#8217;Accademia di Francia. Arrago spiegò nei dettagli &#8220;l&#8217;invenzione&#8221; di Louis Mandé Daguerre, cioè la dagherrotipia.</p>
<p>Daguerre la sviluppò da un&#8217;idea di Joseph Nicéphore Niépce e del figlio di questi, Isidore. La dagherrotipia fu il primo procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini non riproducibili, si poteva cioè ottenere un&#8217;unica copia: il positivo.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-12090 alignleft" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/gatto-finestra-878x1024.jpg" alt="" width="397" height="463" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/gatto-finestra-878x1024.jpg 878w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/gatto-finestra-257x300.jpg 257w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/gatto-finestra-768x896.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/gatto-finestra-800x933.jpg 800w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/gatto-finestra.jpg 1200w" sizes="(max-width: 397px) 100vw, 397px" /></p>
<p>Ciò premesso, ad oggi si contendono il titolo di prime immagini &#8220;feline&#8221; ben 5 ritratti/dagherrotipi, fatti risalire agli anni tra il 1840 e il 1860.<br />
Si tratta di tre ritratti umano-felino (due di uomo e uno di donna con gatto), e di due immagini di gatti, una di un micio in equilibrio su due sgabelli mentre beve da una ciotola e l&#8217;altra di un gatto che guarda fuori da una finestra.</p>
<p>Le immagini sono conservate presso la biblioteca del Congresso americano, a Washington, presso la Biblioteca di Houghton all&#8217;Università di Harvard e presso l&#8217;Eastman Museum di New York.</p>
<p>A chi si lamenta che &#8220;il mio gatto non è collaborativo&#8221; e dunque di non riuscire a scattargli una fotografia decente, segnalo che la dagherrotipia richiedeva tempi di esposizione molto lunghi, cioè da 20 minuti a tre quarti d&#8217;ora circa. Tradotto, gatti e umani dovevano stare fermi per lunghi periodi di tempo.</p>
<p>C&#8217;è da chiedersi come siano riusciti a tenere i gatti in posa così a lungo&#8230;<br />
Probabilmente la spiegazione più semplice è quella che gli antenati dei nostri modelli felini, una volta compreso quanto fosse noioso stare in posa e fermissimi davanti a un obiettivo, abbiano trovato il modo di trasmettere geneticamente l&#8217;informazione ai loro eredi per assicurarsi che nessun gatto &#8211; da allora &#8211; sarebbe mai stato più collaborativo 😉</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone wp-image-12092" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/uomo-cieco-gatto.jpg" alt="" width="252" height="297" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/uomo-cieco-gatto.jpg 567w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/uomo-cieco-gatto-254x300.jpg 254w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" />  <img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone wp-image-12089" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/donnagatto.jpg" alt="" width="254" height="306" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/donnagatto.jpg 500w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/donnagatto-250x300.jpg 250w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" />  <img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone wp-image-12093" src="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/uomogatto-814x1024.jpg" alt="" width="246" height="309" srcset="https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/uomogatto.jpg 814w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/uomogatto-238x300.jpg 238w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/uomogatto-768x966.jpg 768w, https://www.claudiarocchini.it/wp-content/uploads/2019/11/uomogatto-800x1006.jpg 800w" sizes="(max-width: 246px) 100vw, 246px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>20 motivi per cui è più facile avere gatti che bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2019 07:56:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie feline]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Premessa: questo è un POST IRONICO. Assicurarsi di conoscere il significato della parola IRONIA prima di continuare la lettura. I gatti non sono responsabili delle smagliature tipiche della gravidanza né della lievitazione del tuo corpo. I gatti non ti costringono a smettere di bere alcolici per 9 mesi. I gatti non vanno allattati al seno. I gatti possono essere lasciati soli la notte. I gatti non provocano collera nei luoghi pubblici. I gatti non hanno necessità di essere cambiati ogni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.claudiarocchini.it/20-motivi-per-cui-e-piu-facile-avere-gatti-che-bambini/">20 motivi per cui è più facile avere gatti che bambini</a> proviene da <a href="https://www.claudiarocchini.it">Claudia Rocchini - Pet Photography</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Premessa: questo è un POST IRONICO. Assicurarsi di conoscere il significato della parola <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ironia">IRONIA</a></strong> prima di continuare la lettura.</p>
<ol>
<li>I gatti non sono responsabili delle smagliature tipiche della gravidanza né della lievitazione del tuo corpo.</li>
<li>I gatti non ti costringono a smettere di bere alcolici per 9 mesi.</li>
<li>I gatti non vanno allattati al seno.</li>
<li>I gatti possono essere lasciati soli la notte.</li>
<li>I gatti non provocano collera nei luoghi pubblici.</li>
<li>I gatti non hanno necessità di essere cambiati ogni due ore né devi insegnare loro a usare il vasino: basta mostrargli la lettiera  una sola volta, e sei a posto per sempre.</li>
<li>I gatti non hanno necessità di giocattoli educativi a ogni compleanno: una pallina di stagnola o un calzino ripieno di erba gatta sono più che sufficienti.</li>
<li>I gatti non ti costringono a mettere in sicurezza la casa: niente copri angoli ai mobili né alle prese elettriche. Loro si limitano a indicarti quando è ora di cambiare divano e poltrone.</li>
<li>I gatti non si aspettano la paghetta settimanale.</li>
<li>I gatti non ti obbligano a cucinare cose diverse: quello che mangi tu a loro andrà bene comunque.</li>
<li>I gatti non ti fanno preoccupare durante la loro adolescenza: non assumono droghe, non si ubriacano, non sono a rischio di frequentazione di brutte compagnie.</li>
<li>I gatti non ti costringono a sfiancanti discussioni: tu non hai argomenti, hanno ragione loro a prescindere.</li>
<li>I gatti non portano a casa personaggi inquietanti e non ti fanno preoccupare di gravidanze inutili.</li>
<li>I gatti non hanno nemmeno uno smartphone né Internet, non dovrai quindi preoccuparti neanche delle loro relazioni virtuali</li>
<li>I gatti non vanno all&#8217;Università, né dovrai preoccuparti che non passino l&#8217;esame di maturità: loro nascono imparati.</li>
<li>I gatti non rubano le chiavi dell&#8217;auto né soldi né carte di credito dal tuo portafogli.</li>
<li>I gatti non si aspettano regali di Natale né di compleanno: se proprio vuoi regalare loro qualcosa, potrai sempre riciclare quelli degli anni passati e loro non noteranno mai la differenza</li>
<li>I gatti non pretendono di organizzare feste coi coetanei.</li>
<li>Nessuno &#8211; ad eccezione delle mamme pancine &#8211; vuole vedere le foto dei tuoi bambini. Tutti, invece, apprezzano le foto dei gatti, meglio se gattini.</li>
<li>Non esistono foto di gatti bruttini, perché tutti i gatti sono belli. A prescindere.</li>
</ol>
<p>Ho dimenticato qualcosa oppure non siete d&#8217;accordo? Lasciate la vostra opinione nei commenti.<br />
Prima di commentare, tuttavia, ricordate sempre che questo è un post IRONICO 🙂</p>
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