Tre fotografi di Getty Images, Brent Stirton, John Moore e Adam Pretty, vincitori del World Press Photo 2012, raccontano come e perché sono nati e sono stati realizzati reportage e immagini fuori dal comune.

La fotografia prima classificata al WPP 2012 nella categoria "Contemporary Issues". Narra di Maria, prostituta ucraina tossicodipendente, in una stanza d’albergo, in attesa del cliente successivo. Colpisce il contrasto dato dalla fierezza e vanità della donna, vedi il ciondolo, il girocollo, l’orologio di stile, il braccialetto, quasi come se Maria fosse ancora quella di un tempo. Conferma l’interpretazione? "Concordo con la sua interpretazione. Il suo corpo comunica oltre lo scatto: Maria si è sostanzialmente avvelenata per dieci anni, ed è quello che si vede nella fotografia. E’ anche molto stanca, esausta. Si è messa nella posa che adotta verso la maggior parte degli uomini che incontra. È consapevole della propria situazione negativa, ma è anche una persona molto forte".© Brent Stirton/Getty Images
Un’immagine dice più di mille parole. Vero, ma quante volte ci capita di osservare una fotografia e di chiederci cosa c’è dietro? Non parlo dei dati di ripresa, ma delle circostanze in cui è stata scattata, di come il fotografo è riuscito a ottenerla e, soprattutto, quanto l’interpretazione che ne diamo corrisponde alle intenzioni di chi l’ha scattata e alla storia reale che dovrebbe o vorrebbe rappresentare. Curiosità che aumenta nel caso di fotografie pluripremiate, quando non sempre si ha la possibilità di chiedere ai diretti interessati di soddisfare i nostri quesiti. Da qui l’idea di questo articolo: abbiamo pensato di intervistare tre dei vincitori del WPP, il World Press Photo 2012, uno dei più importanti riconoscimenti nel settore del fotogiornalismo mondiale fin dal 1965, e che vede ogni anno in gara migliaia di scatti provenienti da ogni parte del mondo proposti da agenzie, quotidiani, riviste e fotogiornalisti I tre fotografi interpellati, Brent Stirton, John Moore e Adam Pretty, oltre a essere da anni indiscussi protagonisti a vario titolo del fotogiornalismo mondiale, fanno parte della scuderia dei professionisti di Getty Images, e sono risultati vincitori del WPP in quattro differenti categorie.
Brent Stirton ha vinto due primi posti: nella categoria “Nature” con il reportage “Rhino wars” dedicato al bracconaggio di corni di rinoceronte, e in “Contemporary Issues”, con un reportage sull’Aids e la diffusione dell’Hiv in Ucraina. John Moore, già premio Pulitzer nel 2005 per i reportage dall’Iraq e vincitore del WPP del 2007, categoria “Spot news” con gli storici scatti dell’uccisione di Benazir Bhutto, è arrivato secondo classificato in “People in the news”, con un reportage sul dramma delle famiglie americane sfrattate perché impossibilitate a pagare le rate del mutuo o dell’affitto. Infine, Adam Pretty, si è classificato secondo nella categoria “Sport” con un particolare reportage sui campionati mondiali di nuoto del 2011 in Cina.
Abbiamo ottenuto tre differenti interviste focalizzate su ognuna delle fotografie vincitrici, che pubblichiamo, più altre immagini tratte dai reportage di cui fanno parte. L’approccio adottato è stato di chiedere conferma dell’interpretazione che può sorgere spontanea dalla lettura di ogni immagine vincitrice e, a seguire, di farci raccontare la storia del dietro lo scatto. L’intento era verificare quanto e se apparenza e sostanza coincidano, con approfondimenti sulla costruzione di ogni reportage. Ne è emersa qualche sorpresa. Vediamo quali.











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