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Il mio Io nascosto.

Apparenza e sostanza in uno scatto che non ti aspetti, nonostante il posato. Una lettura fotografica del sé, per tentare una comprensione del conflitto tra immagine e identità.

Fragili trasparenze

Ieri torno a casa e trovo una mail con oggetto: “Bentornata”. Zero parole, solo una fotografia in allegato: questa. Un pugno nello stomaco giunto al termine di una giornata abbastanza critica e impegnativa lato salute. Premetto che non ho molta confidenza con la mia immagine o forse dovrei dire che ho zero confidenza con l’immagine di me che ha il mondo esterno. Non amo essere ripresa, non tanto per una questione di insicurezza estetica (ci sono periodi, come tutti, in cui mi piaccio più o meno e per fortuna ho passato da un pezzo l’età in cui si bramano conferme in merito), quanto per una sorta di pudore e riservatezza caratteriali. Sono altresì fortemente attratta dall’autoritratto anche se per ora non fa parte delle mie priorità, nonostante sia consapevole dell’importanza del percorso. Perché, dunque, questa fotografia è stata per me un pugno nello stomaco? Leggi Tutto

Lo scatto creativo

Realtà e mito sul tempo di esposizione, suggerire il movimento con il treppiedi, riempire il formato, allestire l’ambiente per l’azione, lavorare sulle diagonali, rumore e luce scarsa… Esempi pratici di scatti creativi in un libro alla portata di tutti.

Dolls - 1/25, f/2.5, 50mm, 2500 iso

Ci sono libri che, fin dalla copertina e nonostante trattino di argomenti molto tecnici, già sai di non essere in grado di posarli finché non sei arrivato all’ultima pagina. E’ un fenomeno che mi capita raramente, per due motivi: il primo è lo sforzo quotidiano cui sottopongo i miei occhi, dunque arrivo a sera con poche energie residue per dedicarmi a letture ininterrotte; il secondo è che, in generale, ho una soglia di attenzione molto bassa e, argomenti a parte, se lo stile di scrittura non è di quel tipo che mi porta ad aumentare la velocità di lettura perché non vedo l’ora di scoprire quanto scritto nelle righe successive, passo oltre.
Le mie letture formative riguardano prevalentemente libri di fotografia, argomento su cui invece la mia soglia di attenzione è di default molto alta, ma nonostante ciò, non so a voi, mi capita molto spesso di essere costretta a rileggere più volte interi paragrafi per capirli. E se non li capisco, di certo non posso pretendere che mi venga la voglia di mettere in pratica quanto suggerito.
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La newsletter del Gruppo NGI su Flickr

Il gruppo National Geographic by Italian People su Flickr, ispirato allo stile della prestigiosa rivista, ha superato quota 6.000 iscritti. Di seguito la newsletter che inviamo periodicamente ai membri del gruppo.

Gruppo NGI su Flickr

Fondato per gioco e passione ormai 4 anni fa, il Gruppo NGI su Flickr è diventato, assieme a Naturalmente, il gruppo gemellato, un punto di riferimento su Flickr per la fotografia naturalistica italiana. Nel tempo abbiamo organizzato contest e iniziative, e ospitato in apposite rubriche noti fotografi naturalisti italiani, tra cui Fabio Liverani, Christian Patrick Ricci, Mirko Sotgiu e Simone Tossani. Tra le iniziative, ricordiamo i workout Canon e Sony a Sant’Alessio e alla Torbiera, organizzati assieme a FotoUp, oltre a numerosi raduni con i membri del gruppo. Da circa un anno inviamo periodicamente una newsletter ai membri di NGI. Vista la necessità di ottimizzare le comunicazioni, abbiamo deciso di pubblicare qui la newsletter periodica, inviando un semplice avviso in mail e il link alla pagina del blog. Per chi fosse interessato a ricevere l’avviso di pubblicazione, può scrivere una mail indicando nome, cognome, città, indirizzo mail ed eventualmente un numero di cellulare a ngibyitalianpeople@gmail.com. Dopo il salto, la newsletter.

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A tempo perso

Prendendo spunto da una richiesta di lettura portfolio, da farsi “a tempo perso”, qualche indicazione utile su come approcciarsi a professionisti e riviste per non essere cestinati senza riscontro.

Ricevo e pubblico: “Salve Claudia, vorrei chiederle un “favore” da 4 anni mi sono avvicinato alla fotografia diciamo un po più seriamente basandomi di più all’aspetto tecnico della foto, sono un autodidatta (imparo ogni giorno facendo foto) e vorrei che qualcuno mi criticasse le foto che ho fatto fino ad ora per potermi migliorare in quanto vorrei che la fotografia diventasse un lavoro un giorno. Le volevo chiedere se poteva (a tempo perso) guardare qualche mia fotografia e magari darmi qualche consiglio per migliorare. Appena finisco con l’università vorrei iscrivermi ad un corso intermedio e poi a un master in foto-reportage per studiare e magari farmi “notare” da qualcuno. Anticipatamente la ringrazio. Distinti saluti C.R.”.

Ricevo quotidianamente richieste di questo tipo. Chi mi conosce sa che sono una persona molto disponibile, soprattutto se mi si approccia nei giusti modi, che devono comprendere almeno un “per favore” e un “grazie”, merce ormai in via d’estinzione. Questa lettera li contiene. Tuttavia sono i contenuti a essere decisamente stonati, motivo per cui ho deciso di utilizzarla come spunto e di rispondere qui. Non me ne voglia l’autore di questa richiesta, ma così facendo ritengo di essere utile non solo a lui, ma a tutti coloro che si rivolgono a professionisti o a riviste con approcci non corretti. Di seguito 7 punti.

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Chi di video ferisce…

Per tutti quelli che, me compresa: “Io i video? Mai nella vita!”. Ecco il primo montaggio di un filmato, da autodidatta: dall’idea, al progetto, alla realizzazione. Un consiglio: prima leggete e poi guardate, a schermo pieno e casse accese.

Premessa: non so niente di video, di montaggio, di codici, di sequenze, di compressione. Non so come si assembla (si dice così?) un filmato, non mi è mai interessato imparare a farlo e anzi, se prima dell’avvento della funzione video incorporata nelle reflex il genere mi era tutto sommato indifferente, dopo quella che da molti è stata definita una “contaminazione” della fotografia, con relative polemiche e tormentoni a seguire, mi era persino venuto una specie di rigetto verso l’argomento. In aggiunta, mi sembrava una materia decisamente complicata da affrontare, a livello tecnico e di ripresa, e non sentivo il bisogno di intossicarmi l’esistenza con altre competenze, tecnologiche in primis.

Poi, casualmente e tramite Flickr, ho conosciuto Alberto Gelpi, un regista appassionato di fotografia, tra i pochissimi nel social network a difendere la funzione video nelle reflex spiegando le sue argomentazioni nel modo che io chiamo “a prova di bambini tonti”. In pochi mesi Alberto è diventato collaboratore di Reflex e sulla rivista cura una rubrica su come utilizzare la funzione video nelle reflex di ultima generazione. Leggi Tutto

Monica Silva – The end… of 2010

Un viaggio lungo un anno, scatti da iPhone di attimi rubati, pensati, cercati, trovati…, assemblati in un video ad alta densità emotiva. Prendetevi dieci minuti, accendete le casse, e guardatelo a schermo pieno.

Ho conosciuto Monica Silva quest’estate, era un appuntamento di lavoro per un’intervista che si è presto rivelato un incontro forse karmico, fatto di intese inespresse, di sensazioni di déjà vù, di frasi iniziate dall’una e terminate dall’altra.

Durante l’intervista ci siamo fotografate a vicenda, in Piazza Maggiore a Bologna: lei aveva in visione un mostro di fotocamera, una Hasselblad H3DII-39, e ho inevitabilmente fatto da cavia. Non ho mai visto quelle fotografie, non le ho volute vedere perché so che quando sono consapevole di essere ritratta, non vengo male. Peggio. Monica mi ha più volte presa in giro per la mia ritrosia, invitandomi a farmi riprendere da lei, “seriamente”, ma gli impegni reciproci e la mia timidezza fino ad ora hanno avuto la meglio. Leggi Tutto

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