Apparenza e sostanza in uno scatto che non ti aspetti, nonostante il posato. Una lettura fotografica del sé, per tentare una comprensione del conflitto tra immagine e identità.
Ieri torno a casa e trovo una mail con oggetto: “Bentornata”. Zero parole, solo una fotografia in allegato: questa. Un pugno nello stomaco giunto al termine di una giornata abbastanza critica e impegnativa lato salute. Premetto che non ho molta confidenza con la mia immagine o forse dovrei dire che ho zero confidenza con l’immagine di me che ha il mondo esterno. Non amo essere ripresa, non tanto per una questione di insicurezza estetica (ci sono periodi, come tutti, in cui mi piaccio più o meno e per fortuna ho passato da un pezzo l’età in cui si bramano conferme in merito), quanto per una sorta di pudore e riservatezza caratteriali. Sono altresì fortemente attratta dall’autoritratto anche se per ora non fa parte delle mie priorità, nonostante sia consapevole dell’importanza del percorso. Perché, dunque, questa fotografia è stata per me un pugno nello stomaco? Leggi Tutto





