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Benvenuti su Pinterest

Focus sul nuovo social di condivisione immagini, che strizza l’occhio al commercio, a confronto con i principali concorrenti

Un airone cenerino ripreso all’Oasi di Sant’Alessio nel febbraio 2012. Fotografia scelta come apertura dell’articolo su Fotografia Reflex di marzo per dare il benvenuto al/sul nuovo network di condivisione immagini

Pin, Pinners, Re-pin. Abituiamoci a questi nuovi termini, così come al conseguente verbo, in ogni sua coniugazione: pinnare, pinnato, ripinnare… Nel mare magnum delle piattaforme di condivisione di fotografie online si sta facendo strada un nuovo social network che minaccia, in senso positivo, di diventare una sorta di killer application del settore. Parliamo di Pinterest, www.pinterest.com, un sito basato esclusivamente sull’approccio visuale (immagini e video) facendo così leva, in prima battuta, unicamente sulla percezione visiva degli utenti. Fin qui nulla di nuovo, direte. Invece la novità rilevante è il plus di non poco rilievo che lo distingue dai principali competitor: l’utilizzo a fini (anche) commerciali, tollerato, permesso, suggerito, addirittura incentivato, a seconda delle scelte che il singolo utente decide di fare nel crearsi la propria rete di contatti. Avete presente il cosiddetto acquisto d’impulso? E’ un meccanismo molto simile.

In pochi passaggi la bacheca principale sarà pronta per essere riempita. Tre le possibilità: la funzione “Upload a Pin” permette di caricare le foto dal pc; “Add a Pin” consente di inserire il link di una pagina che contiene un’immagine. La terza possibilità è la più semplice e immediata: basta inserire il bottone “Pin it” nella barra di navigazione del browser per pubblicare fotografie su Pinterest senza la necessità di aprire la piattaforma. Se avete album o set di fotografie presenti per esempio su Flickr, potete condividere l’intero album in un solo passaggio.

Nato due anni fa nella solita Palo Alto in California, solo negli ultimi tre mesi, nonostante la classificazione “open beta” (cioè in fase di test, aperto agli utenti) e l’accesso dietro invito, Pinterest ha visto un picco di visitatori e nuovi iscritti tali da far impensierire colossi come Facebook e Google: non a caso è stata nominata miglior start-up del 2011 ai Crunchies Awards, la competizione annuale dedicata alle start up più innovative, e può contare su 37 milioni di dollari di investimenti concessi solo nel mese di gennaio 2012.

Qualche numero (Fonti: il Sole 24 Ore e Repubblica): “4000% di utenti iscritti negli ultimi mesi del 2011, 11 milioni solo nella settimana di Natale di traffico per referral, cioè utenti che accedono a Pinterest tramite i link degli iscritti, un volume che supera quello di pesi massimi come Google+, YouTube, LinkedIn o Reddit (fonte: Shareaholic). Secondo i dati, il target primario è oggi composto da artisti e artigiani tra i 25 e i 44 anni. Ma soprattutto, circa l’80% degli utenti sarebbero donne”.

Una logica elementare.
Pinterest è un luogo dove condividere tutto ciò che ci piace, tramite immagini, suddivise per interessi e temi (bacheche o boards). Un enorme collage di fotografie sviluppato sulla falsariga della ricerca immagini di Google. Le procedure di accesso sono a prova di bambino tonto, tanto che quasi vien da pensare che dietro ci sia qualche sviluppatore Apple. Infatti, raramente mi è capitato di costruire un profilo su un social network in così poco tempo e con estrema facilità, in cui ogni passaggio sembrerebbe essere come le ciliegie: una tira l’altra. Non stupisce dunque che l’80% dell’utenza sia rappresentato da donne, notoriamente refrattarie all’approccio Ufficio Complicazione Affari Semplici che caratterizza l’utilizzo di molte delle piattaforme social. E, di contro, assai più sensibili allo shopping online rispetto all’universo maschile.

Un altro punto di estremo interesse per il nostro settore sono le potenzialità che si intravedono. Culturalcommerciali. Difficile separare i due contesti, visto che Pinterest, a differenza per esempio di Flickr, non vieta l’utilizzo commerciale dei prodotti raffigurati nelle immagini né delle immagini stesse, ma anzi, lo incentiva. Sia tramite la possibilità di evidenziare i prodotti che decidiamo di vendere (vedremo poi come) sia per la presenza, in home page nel menu centrale, della voce “Gifts” (Regali) che permette di essere indirizzati su fotografie di oggetti, prodotti o servizi in vendita, suddivise per categorie di prezzo e temi di interesse. Essendo dunque una piattaforma basata non tanto e non solo sulle fotografie ma anche sull’utilizzo commerciale delle stesse e/o dei prodotti raffigurati, c’è da sperare che l’utenza di massa (ossia privati, aziende e professionisti) subisca una sorta di autoformazione subliminale alla cultura dell’immagine, dunque non più quantità uber alles, ma qualità. Lato commerciale, basta pensare alle migliaia di aziende e professionisti (anche italiani) già presenti su Pinterest che propongono i loro prodotti sfruttando, per esempio, in caso di aziende le immagini dei cataloghi. Va da sé che se le immagini non sono più che accattivanti, l’interesse non viene catturato. E se un’azienda non dispone di un catalogo decente, provvederà a farselo fare.

Come si utilizza Pinterest.
Vediamo nel dettaglio. Come detto, si accede tramite invito di chi è già iscritto oppure basta farne semplice richiesta dall’home page. L’interfaccia è semplice ma soprattutto intuitiva: logo centrale, non invasivo, sulla sinistra è presente il campo di un motore di ricerca interno, sulla destra tre sole voci di menu: “add”, “about” e il nostro nome utente. Sotto al logo, le voci “Pinners you follow” (Pinners che seguite), “Everything” (con un sottomenu di argomenti di interesse), “Videos”, “Popular” e, come già detto, la voce “Gifts”. Una volta ricevuto l’invito si viene indirizzati alla pagina di accesso, da dove è possibile registrarsi tramite gli account Facebook o Twitter. Di fatto sembrerebbe obbligatorio essere iscritti a uno dei due social network, ma una volta creato l’account ci si può sganciare in qualsiasi momento. Il motivo? Semplice: i nostri contatti su Facebook o Twitter già presenti su Pinterest verranno automaticamente aggiunti al nostro nuovo network, risparmiandoci così il fastidio di aggiungerli uno a uno come succede, per esempio, con Google Plus, e con Facebook tramite richieste di amicizia. Gli stessi verranno avvisati con una notifica dell’aggiunta e, se vorranno, potranno a loro volta aggiungerci tra le persone da seguire. Una volta data l’autorizzazione, appare una schermata che ci permette di selezionare ulteriormente la nostra visibilità, scegliendo la tipologia di contatti su Facebook cui desideriamo far sapere della nostra presenza su Pinterest.

Dopo aver inserito il nome con cui vogliamo comparire, mail e password, si apre la schermata in cui ci viene chiesto di selezionare i nostri interessi, serve alla piattaforma per suggerirci gli utenti che condividono i nostri gusti. Sono presenti 28 temi principali tra cui Fotografia, Stampe e Poster, Tecnologia, Arte, Design e altri interessi settoriali che, di fatto, vengono utilizzati dagli appassionati fotoamatori presenti su Pinterest come i generi fotografici di riferimento e come vetrina di autopromozione.

Continua su FOTOGRAFIA REFLEX, marzo 2012

Upload 25 marzo 2012

A seguire, la schermata che ci permette di costruire le bacheche: vanno inseriti i titoli dei “contenitori”, che andremo in seguito a riempire di immagini preferite con pochi e semplici passaggi. Come? In due modi: “Upload a Pin” e “Add a Pin”. Il primo consente di caricare una fotografia che vogliamo condividere; il secondo di copiare il link a una pagina di una fotografia che vogliamo inserire su Pinterest. C’è anche una terza via che, come quasi sempre, si rivela quella più efficace: il bottone “Pin”, un piccolo tool che ci semplificherà molto la vita perché basta inserirlo sulla barra di un qualsiasi browser e ci permetterà, quando navighiamo su Internet e notiamo una foto che ci ha colpito, di pubblicarla in una delle nostre bacheche. Va da sé che è lo strumento principe che ci evita di ricaricare ogni volta su un nuovo social network le immagini che desideriamo condividere: ci basta infatti avere un album già pronto sul nostro sito o su una qualsiasi piattaforma di condivisione online (escluso Facebook che non permette la condivisione se si ha attiva la nuova Timeline) per importare in automatico quell’immagine in Pinterest. Non solo, il sistema è talmente semplice e gradevole, nell’approccio, nell’utilizzo e nel risultato, da far imbarazzare, a mio avviso, gli sviluppatori di altre piattaforme: oltre a permetterci di scegliere l’immagine della pagina web che vogliamo condividere, e la bacheca in cui vogliamo pubblicarla, ci dà la possibilità di descriverla come meglio crediamo, evitando così quei fastidiosi titoli a metà o sottotitoli incomprensibili (e magari pieni di codici) che si trascinano dietro Facebook o Google Plus quando condividiamo articoli o immagini di altri siti su queste piattaforme.

Un incentivo a curare maggiormente anche i testi delle didascalie, di solito del tutto trascurati nella condivisione online degli utenti. In aggiunta, la fotografia viene condivisa, anche nell’anteprima, nel medesimo formato con cui è stata pubblicata sul sito originario, cosa che non succede per esempio su Facebook, che ha preso la pessima decisione (operativa al momento in cui scrivo salvo modifiche in corso d’opera) di vincolare la pubblicazione delle anteprime delle immagini in un formato quadrato. Io vedo il mondo rettangolare, tondo, in orizzontale o verticale e Facebook decide di default che nell’anteprima lo devo vedere, e far vedere, quadrato. Disincentivando così i click su quell’immagine. Quando una fotografia viene aperta, nella pagina comparirà l’immagine ingrandita con lo spazio per i commenti. Sotto, troviamo il sito di provenienza e, a lato, i vari bottoni di condivisione su Facebook, Twitter, via mail o su un sito esterno. E’ presente anche il bottone “Re-Pin” che permette ai visitatori di condividere la nostra fotografia sul loro profilo.

Un altro pregio di questo sistema di condivisione è che sembrerebbe dare un ulteriore colpo alla tecnologia flash (dopo quello assestato recentemente da Adobe che ha ufficialmente annunciato di aver abbandonato lo sviluppo di flash per dispositivi mobili) con cui vengono ancora realizzati molti siti di fotografi, professionisti o amatoriali: è difatti del tutto impossibile condividere le singole pagine (o immagini) presenti sui siti sviluppati in flash, vista l’assenza di un indirizzo specifico per ogni immagine e/o pagina che contiene l’immagine.

Lato privacy
Innanzitutto nel menu principale troviamo la voce “Copyright”, dettaglio non di poco conto perché punta l’accento sui diritti di utilizzo delle immagini evitando, come fanno altri, inutili confusioni tra il concetto di Privacy e quello di Copyright. Nella pagina, pubblicata a caratteri in corpo 16 (altra bella novità), viene indicato come segnalare una violazione di Copyright, mentre alla voce Privacy troviamo i contenuti tipici di un disclaimer. La mancanza di altre indicazioni parrebbe superflua proprio per il meccanismo di condivisione: quando pubblichiamo foto altrui sulle nostre bacheche, viene inserito in automatico il link di provenienza, salvaguardando così il meccanismo della corretta citazione, e stimolando ovviamente il traffico di ritorno alla fonte citata. Non è invece possibile tutelarsi dai soliti furbetti, cioè chi copia un’immagine da un sito, salvandola sul proprio desktop, e la pubblica su Pinterest facendo credere sia sua. Da qui la rilevanza data su come segnalare un’eventuale violazione di copyright

Punti critici.
Tenuto sempre presente che la piattaforma è ancora in fase di beta open, segnalo che al momento in cui scrivo lato visibilità sui motori di ricerca è a livello zero: tuttavia è ragionevole ritenere che questa funzione verrà implementata dato che tra i settaggi compare la voce “Nascondi il tuo profilo dai motori di ricerca”. Su smartphone e iPhone la navigazione è migliorabile: nessun problema sull’home page, ma quando si esplode una fotografia, oltre al caricamento eccessivamente lento, è necessario spostarsi a destra e sinistra, su e giù per vederla. Nessun problema invece con la app specifica per iPhone. Infine, il motore di ricerca interno non sembra ottimizzato. Ho provato a cercare sia il mio profilo sia quello di un noto marchio a livello mondiale che so essere presente su Pinterest, senza tuttavia alcun risultato.

Marketing semplice a portata di tutti.
Pinterest è nei fatti un ottimo sistema per promuovere il proprio lavoro oltreché una potente opportunità di fare branding mirato. A differenza di Facebook e Google Plus (che non permettono di selezionare i contatti in base ai gusti e agli interessi) o di Flickr (che vieta l’utilizzo commerciale), su Pinterest tutto ciò è possibile. Non solo. Si viene incentivati a curare anche i testi di presentazione di ogni singola fotografia condivisa. Il focus rimane sempre l’immagine, ma una fotografia da sola non basta, da qui l’importanza della cura del testo a corredo. Poco importa che la piattaforma al momento non sia in italiano: un’immagine, per attirare attenzione, non ha bisogno di traduzione alcuna, viceversa sarà possibile attraverso le didascalie che scegliamo di pubblicare, attirare l’attenzione di un target specifico, tenuto anche conto della possibilità di raggruppare più immagini in una bacheca tematica. Vogliamo raggiungere mercati esteri? Basta creare una bacheca specifica, con immagini corredate di testi nella lingua del mercato prescelto. E’ inoltre possibile condividere anche una pagina del proprio sito (purché contenga una foto d’impatto) che illustra per esempio i prossimi workshop in programma. O anche un video. Vogliamo semplicemente utilizzarlo come strumento di vendita pura, di fotografie o di oggetti? Quando si carica una propria fotografia, basta inserire i simboli della moneta nella descrizione della foto, perché il sistema la identifichi come oggetto in vendita, ponendo sull’angolo superiore sinistro dell’immagine, una banda diagonale con inserito il prezzo di vendita. Chi cliccherà su quella foto già sa a priori che viene proposta per la vendita: glielo si dice subito e si presume che, se la aprirà, è perché è interessato o alla fotografia o al prodotto raffigurato. Idem dicasi per un workshop. Come sempre però si suggerisce di non abusare del meccanismo: non solo si rischia l’effetto boomerang, ma si viene percepiti male dagli altri utenti, quasi come spammer. E’ come per la scelta delle fotografie: poche ma buone, qualità e non quantità. Dimenticavo: Pinterest è gratuito. Almeno per ora.

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Pubblicato in Editorials, social network e marketing fotografico |
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4 Commenti a “Benvenuti su Pinterest”

  1. Katiuscia Noseda  scrive il 27 febbraio 2012 alle 16:24:

    Wow … che dire ? grande e interessante articolo. Complimenti sei unica.

  2. Elisa Severi  scrive il 27 febbraio 2012 alle 17:28:

    Grazie Claudia!!
    Mi hai incuriosita molto….
    e anche se tutti questi mondi nuovi richiedono tempo e dedizione, credo che andrò ad esplorarlo, visto che ne hai parlato tu ;-)

  3. Max Bertoli  scrive il 27 febbraio 2012 alle 18:12:

    Grazie, molto interessante!! Ciao

  4. Francesco  scrive il 2 aprile 2012 alle 17:09:

    Articolo interessantissimo,penso che per la nostra professione sia utilissimo.mi manderesti un un invito per Pinterest? Grazie mille


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