[ARTICOLO COMPLETO] Il furto delle immagini sul web è sempre più frequente. Anche da parte dei giornali on line. Ecco come difendersi con i consigli degli avvocati specializzati in tema di proprietà intellettuale.

Avevo pubblicato questa fotografia nel mio album Flickr, in bassa risoluzione, con watermark (la filigrana digitale), la dicitura "Tutti i diritti riservati" e gli opportuni dati negli Exif. Tuttavia, sapendo che era uno scatto a rischio furto, l'ho inserita anche su www.tineye.com, un motore di ricerca che registra i metadati presenti nelle fotografie e, grazie a uno specifico algoritmo, segnala i siti dove vengono pubblicate. Era stata utilizzata da un sito americano per una raccolta fondi per la tutela dei felini selvatici, senza citazione dell'autore e con watermark eliminato. Ho scritto ai titolari del sito che hanno rimosso la fotografia. Per sostituirla con un'altra, stavolta linkata all'album del proprietario.
La riproduzione non autorizzata di immagini altrui non è un fenomeno nuovo, certamente non è nato con il web. La tecnologia digitale e i relativi strumenti di diffusione delle immagini, vedi social network fotografici, album e siti, hanno però contribuito ad amplificare un malcostume che sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti, soprattutto per l’importanza dei soggetti coinvolti. Rubare una fotografia su Internet è facile, basta un semplice copia e incolla, ma se inizialmente a rendersi responsabili di queste azioni erano perlopiù soggetti privati e con superficiali conoscenze della legislazione sul diritto di autore, di recente si sono moltiplicati i casi in cui a rendersi responsabili di comportamenti illeciti sono grandi gruppi editoriali, proprio coloro che, per primi, dovrebbero dare ben altri esempi. Nel dicembre scorso ha fatto molto discutere un episodio che ha visto protagonista la Repubblica.it che ha prelevato da Flickr, senza chiedere il permesso ai cinque differenti autori, alcune fotografie della rivolta studentesca di Roma e protette da dicitura “Tutti i diritti riservati”. Le immagini sono state pubblicate nella gallery on line del quotidiano, alcune persino con modifiche sostanziali: tagli, viraggi in bianconero e cancellazione dei watermark ove presenti. Certamente, sotto a ogni fotografia erano presenti nome e cognome degli autori, un riconoscimento che forse, nelle intenzioni del desk di la Repubblica.it, voleva rappresentare una sorta di compensazione che nemmeno i fotografi ufficiali hanno.
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