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Chi di video ferisce…

Per tutti quelli che, me compresa: “Io i video? Mai nella vita!”. Ecco il primo montaggio di un filmato, da autodidatta: dall’idea, al progetto, alla realizzazione. Un consiglio: prima leggete e poi guardate, a schermo pieno e casse accese.

Premessa: non so niente di video, di montaggio, di codici, di sequenze, di compressione. Non so come si assembla (si dice così?) un filmato, non mi è mai interessato imparare a farlo e anzi, se prima dell’avvento della funzione video incorporata nelle reflex il genere mi era tutto sommato indifferente, dopo quella che da molti è stata definita una “contaminazione” della fotografia, con relative polemiche e tormentoni a seguire, mi era persino venuto una specie di rigetto verso l’argomento. In aggiunta, mi sembrava una materia decisamente complicata da affrontare, a livello tecnico e di ripresa, e non sentivo il bisogno di intossicarmi l’esistenza con altre competenze, tecnologiche in primis.

Poi, casualmente e tramite Flickr, ho conosciuto Alberto Gelpi, un regista appassionato di fotografia, tra i pochissimi nel social network a difendere la funzione video nelle reflex spiegando le sue argomentazioni nel modo che io chiamo “a prova di bambini tonti”. In pochi mesi Alberto è diventato collaboratore di Reflex e sulla rivista cura una rubrica su come utilizzare la funzione video nelle reflex di ultima generazione.

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Monica Silva – The end… of 2010

Un viaggio lungo un anno, scatti da iPhone di attimi rubati, pensati, cercati, trovati…, assemblati in un video ad alta densità emotiva. Prendetevi dieci minuti, accendete le casse, e guardatelo a schermo pieno.

Ho conosciuto Monica Silva quest’estate, era un appuntamento di lavoro per un’intervista che si è presto rivelato un incontro forse karmico, fatto di intese inespresse, di sensazioni di déjà vù, di frasi iniziate dall’una e terminate dall’altra.

Durante l’intervista ci siamo fotografate a vicenda, in Piazza Maggiore a Bologna: lei aveva in visione un mostro di fotocamera, una Hasselblad H3DII-39, e ho inevitabilmente fatto da cavia. Non ho mai visto quelle fotografie, non le ho volute vedere perché so che quando sono consapevole di essere ritratta, non vengo male. Peggio. Monica mi ha più volte presa in giro per la mia ritrosia, invitandomi a farmi riprendere da lei, “seriamente”, ma gli impegni reciproci e la mia timidezza fino ad ora hanno avuto la meglio.

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Raw News: Amazon Italia, Talent Call e Operazione pelle bianca

Pillole di news in modalità Raw: così come sono state pubblicate secondo il reale spirito della condivisione e basate sulla corretta citazione.

La locandina di Talent Call

Inauguro oggi una nuova rubrica, che ho deciso di chiamare Raw News. Tra le mie attività quotidiane vi è quella di fare il segugio, cioè individuare quelle notizie di fotografia&dintorni che potrebbero essere di interesse generale e che stimolano discussioni. Fino ad ora le ho pubblicate solo su Facebook, ma poco fa un commento scritto da Rossella Quitadamo sulla notizia “Operazione pelle bianca” mi ha dato l’idea di creare questo spazio: “Claudia: dacci oggi la nostra polemica quotidiana! Certo che sei brava a scovare argomenti su cui discutere all’infinito”. Questa la mia risposta: “Spero sempre che dalle discussioni, anche polemiche, escano spunti per iniziative concrete. Ho letto da qualche parte una bellissima frase, mi spiace di non ricordare dove altrimenti metterei il link di riferimento: ‘Credo ancora in un mondo migliore…”“.

Pubblicherò le notizie selezionate in modalità Raw, cioè grezze, così come sono state pubblicate, secondo il reale spirito della condivisione e basate sulla corretta citazione: il titolo linkato ai siti da cui le ho tratte, il nome dell’autore se disponibile, la testata, il blog o il portale di riferimento e poche righe di sommario. A voi la libera interpretazione. Dopo il salto, le Raw News di oggi.

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Sdoganiamo igitur?

Le proposte di Michele Smargiassi per una revisione estensiva della Convenzione di Berna. E una mia più modesta, e pratica, controproposta: prima di proporre nuove regole, accertiamoci di far rispettare quelle esistenti. Scopriamo come.

La locandina, modificata, del film "I soliti ignoti"

Dopo il caso delle fotografie pubblicate nella gallery di Repubblica.it, prelevate da Flickr, manipolate senza il consenso degli autori e nonostante la presenza del copyright, Michele Smargiassi torna sull’argomento e invita a una riflessione “oltre”, partendo da due premesse: si dichiara “contro l’appropriazione di immagini ma favorevole alla condivisione” e tenta di trovare una strada per conciliare due posizioni apparentemente inconciliabili.
Come? Proponendo “una serie di principi ispiratori di un possibile nuovo diritto della condivisione di immagini nel Web, una specie di aggiornamento della Convenzione di Berna alla nuova realtà del Web, che magari preveda un’estensione erga omnes di alcuni dei criteri di licenza maturati nell’ambito per ora solo volontario di Creative Commons“.
Pubblico di seguito i punti suggeriti, rimandandovi alla lettura approfondita direttamente sul suo blog. Ma già a una prima e sommaria lettura è possibile intuire la tendenza auspicata, che è quella da una parte di sdoganare erga omnes il cosiddetto “diritto di prelievo”, dall’altra quella di rendere ancor più difficile di quanto non sia ora la possibilità di rivendicare i diritti violati con una qualche speranza di vederli soddisfatti.

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Luca Farinelli: “Ecco com’è andata con Repubblica”

Parla uno dei fotografi che è stato protagonista suo malgrado del “prelievo non autorizzato” di una sua fotografia pubblicata nella Gallery di Repubblica.it

Screenshot Gallery Repubblica - Fotografia by Luca Farinelli

Tra i commenti del post “Sdoganato il furto di fotografie online?” ho trovato un intervento di Luca Farinelli, fotografo freelance con base a Roma e a Londra, uno dei 5 fotografi che hanno subito il cosiddetto prelievo non autorizzato o, se preferite, del “prelievo diversamente autorizzato”, di loro fotografie da parte di Repubblica. Visto che fino ad ora non avevamo ancora avuto la possibilità di sentire da fonte diretta com’è andata la vicenda, ho chiesto a Luca di raccontarci la sua versione dei fatti. Ha scritto un lungo intervento a cui ritengo di dover dare qui l’opportuna evidenza. Qui sopra trovate la fotografia di Luca pubblicata nella gallery del quotidiano. Se la ingrandite, noterete che nel sottotitolo è presente una riga di testo che cita: “In questa galleria le immagini pubblicate su Flickr, sito di condivisione delle foto. La guerriglia scatenata dai black-block, la risposta delle forze dell’ordine“. Sotto alla foto viene citato il nome dell’autore.

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