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Avifauna in volo, composizione e tecniche di ripresa

Un workshop di fotografia naturalistica dedicato alla composizione e alle tecniche di ripresa di avifauna in volo. Avvistamenti garantiti, tutti a portata di medio tele, di esemplari selvatici in condizioni di luce a favore e in controsole. A seguire, esercitazioni di ripresa con i rapaci della falconeria, di alto e basso volo. Previste due letture e analisi degli scatti tra una sessione e l’altra. Sabato 4 maggio 2013, all’Oasi di Sant’Alessio.

Un airone bianco maggiore in atterraggio sull'acqua con un gamberetto d'acqua dolce nel becco. Ripresa in controsole - © Claudia Rocchini

Ogni sessione prevede una parte teorica e una parte pratica in cui verranno illustrate le caratteristiche di volo delle varie specie che incontreremo, con suggerimenti sulla composizione più efficace in base al tipo di volo e per evitare di riprendere l’esemplare esclusivamente al centro del fotogramma. Inoltre, verranno spiegate le principali tecniche di ripresa in volo in relazione alle condizioni ambientali, al controllo degli sfondi, alla composizione, all’inquadratura e alla corretta postura. L’impostazione sarà alla “sbagliando s’impara”: verrete incentivati a operare i primi scatti in base alle vostre abitudini per poi intervenire con suggerimenti e correzioni opportune. L’analisi e la lettura degli scatti avverrà con approccio “perché no” una foto non è corretta.

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Funziona davvero così?

Dopo la morte di Gabriele Basilico questo suo ritratto scattato durante una nostra intervista è stato preso dal Web e pubblicato “ovunque” senza autorizzazione. Lettera aperta a chiunque possa essere interessato

Il ritratto di Gabriele Basilico riprodotto senza autorizzazione - © Claudia Rocchini

Questa lettera in origine sarebbe dovuta essere un articolo, esaustivo e ricco di immagini, con citazione di nomi, cognomi, link. Un doveroso esercizio del diritto di cronaca, come già abbiamo fatto in passato in circostanze simili. Invece assume la forma di lettera aperta, esaustiva per quanto riguarda il racconto dei fatti, ma senza alcuna indicazione nominativa, per i motivi che vado a spiegare di seguito. Il 13 febbraio scorso moriva Gabriele Basilico. Il 14 febbraio il web era prevedibilmente invaso da articoli commemorativi, un omaggio alla sua memoria. Anche noi di Fotografia Reflex l’abbiamo fatto, pubblicando su Reflex.it e sul mio blog un articolo che rimandava a un’intervista a Basilico, da me raccolta alla fine del 2010.

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Tour fotografico Oasi di Sant’Alessio, terzo appuntamento

Le basi della fotografia naturalistica: paesaggistica, ritratto, ritratto ambientato, cattura in volo, ripresa ravvicinata, con focus su composizione, postura , angolo di ripresa e gestione della luce, per mettervi nelle condizioni di approcciare correttamente una scena e/o un soggetto.

Pellicano riccio: http://it.wikipedia.org/wiki/Pelecanus_crispus

La formula Tour è pensata specificatamente per i principianti della fotografia di Natura e in Natura, e dedicata all’esplorazione fotografica del Parco, dal percorso europeo a quello tropicale, ai tunnel nel bosco, alle riprese a filo d’acqua di lontre e castori. La specificità del Parco e la numerosa presenza di fauna libera e stanziale, e in ambiente controllato, oltre agli scorci paesaggistici di notevole impatto, ci permetteranno di affrontare i fondamentali della fotografia naturalistica. Durante il tour, in base alle scene e ai soggetti da riprendere, ci focalizzeremo soprattutto su composizione, postura, punto di ripresa e gestione della luce. Inoltre, verranno date indicazioni sul comportamento degli animali per permettervi di prepararvi allo scatto nel momento giusto. L’approccio didattico sarà improntato sul “perché no” una fotografia non è corretta.

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Intervista per Nikon School

Fotografia naturalistica ed empatia con il soggetto, l’autoimprenditorialità del fotografo, il rapporto con i social network, l’importanza del comunicare la passione.

Nikon School

Salve a tutti, vi segnalo una mia intervista per Nikon School, che potete leggere a questo link

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Intervista a Sara Munari

Una fotografa che lavora per progetti ma è sempre pronta ad accogliere la casualità. La sua formazione, la docenza, il ruolo della critica.

Intervista a Sara Munari - FOTOGRAFIA REFLEX, marzo 2013

Quando si intervista qualcuno buona norma sarebbe prepararsi quel minimo sindacale sul suo percorso, sulle origini, cercare di individuare l’evoluzione fotografica nel tempo e leggere magari altre interviste già rilasciate per farsi un’idea. Di norma lo faccio, ma con Sara Munari mi sono astenuta. Non ho voluto farmi influenzare perché osservando i suoi lavori negli anni sono stata colpita dal filo conduttore che sembra guidarla in ogni scelta fotografica: spicca la progettualità inserita nella casualità, in un costante equilibrio degli opposti, sia a livello tecnico sia a livello emotivo. Sara è una fotografa autoriale (termine che ai giorni nostri sottintende un fotografo impegnato) e una reportagista, ma non si riesce a capire quanto ogni suo lavoro dipenda più da un progetto o dal caso. E non si tratta di una o due fotografie di un lavoro legate alla casualità di un avvenimento, il cosiddetto attimo decisivo: il colpo di fortuna succede a tutti. Si tratta di una costante in ogni scatto dei suoi progetti. Un insieme di attimi decisivi che ti fa dire ma questo l’ha messo in posa. Ma anche no. E si rimane lì, in bilico ed estremamente incuriositi dalla persona e dal suo approccio.

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